Calcio, Beretta chiede di approvare presto legge sugli stadi

"Non costerà un euro al contribuente italiano", ha spiegato il presidente, "mi auguro ora una forte assunzione di responsabilità e che la norma diventi legge".

di Stefania Calabrese 24 settembre 2012 19:46

Il presidente della Lega di Serie A, Maurizio Beretta, commentando il rinvio della partita Cagliari-Roma, a Radio Anch’Io Sport, ha auspicato un’accelerazione sulla legge sui nuovi impianti:

“Della vicenda di ieri di Cagliari-Roma,” ha dichiarato Beretta, “devo dire che ho trovato soggetti istituzionali di grande responsabilità e grande collaborazione e questo aiuterà a portare a soluzione questa annosa vicenda di Cagliari. Gli organi preposti faranno ora il loro percorso. In questi giorni si discute ancora su come approvare la legge sugli stadi: vorrei fare l’ennesimo appello, fate presto. Ci sono le condizioni per fare una buona legge che ci consenta di fare un salto di qualità. Non perdiamoci in piccoli veti ma approviamo la norma”.

Quanto al fatto che i vertici del calcio possano fare pressione per la legge mediante attività di lobby, il presidente della Lega ha replicato:

“Attività di lobby? Noi la facciamo costantemente, come è giusto fare, illustrando le cose giuste che sono nel testo e richiamare l’attenzione su quello che non va bene o su proposte peggiorative”.

A proposito della situazione del Cagliari, ha spiegato:

“Il club sardo aveva indicato Trieste come stadio primario, ma c’erano le condizioni, come già visto nella prima gara casalinga per giocare a Cagliari, anche se non c’erano, secondo le valutazioni delle autorità competenti, per gli spalti. Con il supporto dell’Osservatorio si era trovata questa soluzione che contemperava le diverse esigenze”.

Più in generale,  secondo Beretta le società italiane necessitano degli stadi, ma questo è anche un “dato fondamentale per i tifosi e il sistema calcio nel suo complesso”, in quanto gli impianti, oltre ad essere una fonte di guadagno, verrebbero utilizzati per tutta la settimana, anche a vantaggio dei tifosi stessi. Inoltre, questo avvicinerebbe il calcio italiano al modello inglese, tedesco e spagnolo.

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