Lega Nord: espulsi Belsito e Mauro, salvo Renzo Bossi

Umberto Bossi si è offerto di risarcire le casse del Partito se sarà dimostrata l'effettiva colpevolezza di membri della sua famiglia.

di Simona Vitale 12 aprile 2012 22:56

Giornata d’inferno per la Lega Nord. Mentre le Fiamme Gialle si sono impossessate dei documenti presso la Banca Aletti su cui ci sono i conti al centro dell’inchiesta e dai quali sarebbero partiti soldi verso Cipro e la Tanzania, il Consiglio federale della Lega ha preso importanti decisioni. La dirigente amministrativa della Lega, nonché vicepresidente del Senato, Rosy Mauro è stata espulsa. Stessa sorte per il famigerato tesoriere Francesco Belsito. Entrambi sono stati espulsi all’unanimità.

Umberto Bossi non ha partecipato al voto su Rosy Mauro, accusata di avere approfittato della gestione allegra delle casse della Lega, usufruendo di fondi che sono stati utilizzati per pagare i propri studi e quelli del compagno Pierangelo Moscagiuri, poi divenuto consulente al Senato. La donna si ritiene vittima di strumentalizzazione e ritiene di essere stata un capro espiatorio. Si dice amareggiata “perchè è dal 1987 che sono nel movimento. Mi fa male, ma mi sono tolta un peso dal cuore perchè non riesco a stare nell’ambiguità e nell’ipocrisia. Forse avrei dovuto fare prima un passo indietro quando sono cominciati rancori, litigi e denigrazioni. Ma ho fatto finta di niente e questo mi ha portato ad oggi”.

In un comunicato si legge: “Rosy Mauro  ha respinto le richieste di dimissioni: dopo aver nuovamente rinnovato all’unanimità la suddetta richiesta di dimissioni dalla Vice Presidenza del Senato, dopo una lunga discussione, la senatrice Mauro ha ribadito di non voler accettare l’invito, come aveva già pubblicamente dichiarato nei giorni scorsi. A questo punto, preso atto della decisione della senatrice Mauro, il Consiglio Federale all’unanimità ha decretato l’espulsione dal movimento della stessa senatrice Mauro, ritenendo inaccettabile la sua scelta di non obbedire – sottolinea la nota – ad un preciso ordine impartito dal Presidente Federale e dal Consiglio Federale”. Insomma, dimissioni obbligate.

Salvo invece Renzo Bossi, della cui presunta espulsione e ruolo nella vicenda non si è parlato. “Se si accerterà davvero che qualcuno della mia famiglia ha preso dei soldi appartenenti alla Lega io farò un assegno per rimborsare l’intero importo” ha dichiarato il Senatur.

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