Berlusconi: “l’euro non convince”, ma poi aggiunge: “è la nostra bandiera”

Berlusconi commenta le problematiche della moneta unica e si lascia scappare una frase di troppo, ma se ne accorge e cerca di correre ai ripari inserendola in un altro contesto meno imbarazzante per l'Italia nell'Unione Europea.

di Vincenzo Avagnale 29 Ottobre 2011 11:51

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha tentato di scaricare sulla moneta unica il problema dell’attuale situazione. “C’è un attacco all’euro che come moneta non ha convinto nessuno perchè non è di un solo Paese ma di tanti, che però non hanno un governo unitario né una banca di riferimento“. Poi però si rende conto dalle reazioni dei giornalisti che il premier di un paese come l’Italia così coinvolto nell’Unione monetaria non può permettersi certe affermazioni e tenta un po’ di minimizzare la sua precedente dichiarazione. Dice che si sono fatte polemiche pretestuose e che le sue parole sono state decontestualizzate e distorte.L’euro è la nostra bandiera, è proprio per difenderla che l’Italia sta facendo pesanti sacrifici”.

Insomma, lui non avrebbe affatto confermato le illazioni del capo del Pd Bersani, che aveva insistito parecchio sull’euroscetticismo di Berlusconi che sarebbe venuto a galla proprio nel momento in cui sarebbe stato difficile per l’Italia confrontarsi con la moneta unica. C’è da dire che il premier non avrebbe tutti i torti, infatti almeno in questa occasione ha preso in considerazione l’aspetto più problematico della moneta unica, cioè che per avere una politica monetaria efficace bisogna avere anche una politica economica, legislativa ed estera comune. La qual cosa manca in Europa e rende quindi l’eurozona più vulnerabile all’attacco speculativo.

Berlusconi ha poi commentato sui continui inviti dell’opposizione a lasciare e farsi da parte: “mi piacerebbe moltissimo lasciare, ma se penso alle mie aziende, ai colleghi e ai figli e vedo una coalizione Bersani-Vendola-Di Pietro sento la responsabilità di stare qui per mandare avanti il governo.” Casini, il leader dell’Udc, è probabilmente il più diretto destinatario di questo messaggio. Il Pdl infatti non ha ancora rinunciato ad allargare la maggioranza ai centristi, che fino ad ora non hanno potuto transigere su alcuni punti chiave (sia esso per opportunismo politico come sostenuto dal Pdl, sia esso per intransigenza morale come dice lo stesso Udc).

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