Baby squillo, coinvolto anche Mauro Floriani, marito della Mussolini

In un'intercettazione l'uomo dice ad una delle ragazzine: "A che ora ci vediamo domani?" Per gli investigatori la frase proverebbe che era un cliente abituale.

di Luca Fiorucci 13 marzo 2014 8:58
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C’è anche Mauro Floriani, marito della senatrice Alessandra Mussolini, fra i venti indagati nell’inchiesta sulle baby squillo che si prostituivano in un appartamento di viale Parioli, zona “bene” di Roma, che, in una telefonata intercettata, chiedeva ad una delle ragazzine: “A che ora ci vediamo domani?” La frase intercettata sarebbe allegata a una delle ordinanze di custodia cautelare per Mirko Ieni, ora agli arresti domiciliari per sfruttamento della prostituzione, cessione di stupefacenti e interferenza illecita nella vita privata, per via dei rapporti sessuali filmati. Secondo gli investigatori, la frase sarebbe una prova che Floriani fosse un cliente abituale di almeno una delle due minorenni.

In alcune conversazioni intercettate in varie occasioni, l’uomo prende appuntamento con la ragazzina, fissando orari e luoghi dell’incontro, mentre in altre conversazioni parlerebbe anche con gli sfruttatori delle baby squillo. Per la Procura, a carico di Floriani, attualmente dirigente di Trenitalia, vi sarebbero elementi “incontrovertibili”. L’uomo, ex capitano delle Fiamme Gialle che collaborò a fianco di Antonio Di Pietro nell’inchiesta Enimont, si è presentato spontaneamente in caserma, respingendo qualsiasi accusa e negando di aver avuto rapporti con le baby squillo, ma i magistrati lo avevano già iscritto nel registro degli indagati.

Le due ragazzine lo avrebbero inoltre riconosciuto in foto. L’inchiesta, iniziata lo scorso autunno con l’arresto di sei persone, fra cui anche la madre di una delle due adolescenti, volgerebbe ora al termine. Sarebbero stati identificati in tutto quaranta clienti, fra cui anche vip e volti noti, e tra questi clienti venti sono indagati e dieci, che hanno chiesto il patteggiamento della pena, rischiano da sei mesi ad un anno di carcere. Visto il clamore provocato dall’indagine, diversi clienti sono andati spontaneamente dagli inquirenti per spiegare la loro posizione, e hanno cercato di difendersi dicendo al procuratore aggiunto Maria Monteleone e al sostituto Cristiana Macchiusi: “Non sapevamo che fossero minorenni”.

Fra gli sfruttatori delle ragazzine, invece, vi è Mirko Ieni, già arrestato in autunno per sfruttamento della prostituzione minorile e spaccio di cocaina, e al quale è stata notificata nei giorni scorsi una nuova ordinanza di custodia cautelare agli arresti domicilari per i medesimi reati. Secondo le nuove accuse, l’uomo, tra maggio 2012 e luglio 2013, avrebbe sfruttato, attraverso annunci su siti Internet, la prostituzione di due ragazze all’epoca diciannovenni che si prostituivano nel suo appartamento nei pressi di piazza Vescovio. Sembra inoltre che Ieni fosse innamorato di una delle giovani che sfuttava, che avrebbe poi proprio per questo fatto smettere di prostituirsi, e alla quale cedeva la droga gratis.

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