Andrea Ravizza, il bambino che ha donato le paghette ad un ospedale

Il piccolo ha rinunciato a giocattoli e cose futili, destinando i suoi risparmi a favore dei bambini meno fortunati.

di Simona Vitale 3 giugno 2012 12:55

Ha 12 anni ma è già un piccolo grande uomo nell’animo. Parliamo di Andrea Ravizza, residente nella provincia di Bergamo che, a contrario di tanti suoi coetanei che usano la paghetta dei genitori per andare in giro con gli amici e divertirsi, ha donato i suoi risparmi, raccolti in circa 6 anni, in aiuto di un ospedale della Somalia. Ora un meritato riconoscimento gli è stato consegnato dal ministro della Sanità somala in persona, recatosi con la sua delegazione in quel della provincia di Bergamo.

Un’ala dell’ospedale di Galkayo in Somalia è stata infatti intitolata ad Andrea, grazie alla cui generosità molti bambini saranno salvati. A sensibilizzare l’anima del 12enne sono stati i racconti di suo padre che ha contribuito ad installare in Somalia delle apparecchiature per facilitare le comunicazioni. Colpito dalla storia di quei bambini poveri, sofferenti e che non potevano essere adeguatamente curati, Andrea ha fatto la sua scelta e anziché destinare i suoi soldi in spese futili o giocattoli, ha deciso di destinare i suoi soldi a quei bambini che non sono nati fortunati come lui.

Denaro che poi, il padre di Andrea, ha consegnato al dottor Mohamed Jama Salad, chirurgo che opera anche in Italia. Una somma di circa 6 mila euro che ha permesso di ristrutturare l’ala di pediatria dell’ospedale e acquistare alcune attrezzature di vitale importanza. Cogliendo così l’occasione di un viaggio di lavoro a Ginevra, il ministro Ali Abdullahi Warsame e il neurochirurgo Jama Salad hanno voluto conoscere questo bambino premiandolo nella sua scuola a Stezzano, in provincia di Bergamo e nominandolo “Ambasciatore di buona salute”, dinanzi a tutti i suoi compagni di scuola che hanno finalmente compreso perché il piccolo Andrea non comprasse figurine o giocattoli. Un piccolo italiano, dunque, che in tempi di scandali come quelli che corrono, ha davvero reso onore al nostro Paese.

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