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Le misure sulla crisi del carburante previste dal governo

Persiste la crisi del carburante. Il settore dei carburanti in Italia si trova ad affrontare una nuova fase di profonda incertezza. Con la scadenza della proroga al taglio delle accise sul gasolio fissata per il 10 settembre, il governo Meloni è al lavoro per definire la strategia dei prossimi aiuti, mentre i listini di benzina e diesel continuano a salire in modo sostenuto.

Le indicazioni sulla crisi del carburante verso le prossime settimane

Chi si attende un intervento immediato rimarrà deluso: la linea dell’esecutivo punta infatti a misure “mirate” e non più generalizzate, la cui definizione richiederà tempo. Come dichiarato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, serviranno circa 25 giorni per mettere a punto il nuovo provvedimento. Un tempo necessario sia per i calcoli tecnici sia per verificare la compatibilità dei possibili scostamenti di bilancio con le normative dell’Unione Europea.

Di conseguenza, il nuovo decreto energia non vedrà la luce prima di fine settembre o inizio ottobre. Dall’inizio della crisi dello Stretto di Hormuz lo scorso marzo, il governo è già intervenuto sette volte sulle accise, mobilitando risorse per oltre 2 miliardi di euro. L’ultimo tassello è stato sostenuto attraverso il meccanismo delle “accise mobili”, che impiega l’extragettito IVA derivante dagli aumenti di prezzo per mitigare le imposte sulla produzione. P

er il futuro pacchetto di aiuti, l’intenzione è quella di concentrare le risorse sulle famiglie a basso reddito e sui settori professionali più esposti, ipotizzando come copertura finanziaria una tassazione sugli extraprofitti delle società di raffinazione. La strada presenta tuttavia dei nodi politici interni: il vicepremier Matteo Salvini sollecita tutele anche per le partite IVA, manifestando al contempo perplessità sull’adozione dell’indicatore ISEE come soglia d’accesso ai benefici.

Nel frattempo, la pressione sulle tasche dei consumatori non accenna a diminuire. I dati più recenti mostrano rincari significativi rispetto al mese precedente, con la benzina in modalità self-service che ha superato la soglia dei 2,05 euro al litro e il diesel che viaggia oltre i 2,16 euro, toccando vertici ancora più elevati sulla rete autostradale. Di fronte a questi continui rialzi, le associazioni dei consumatori chiedono un cambio di passo decisivo.

Adusbef parla di dinamiche speculative e propone un ritorno temporaneo ai prezzi amministrati, avvalendosi dei criteri già previsti dalle delibere CIPE. Secondo il presidente Antonio Tanza, fissare un tetto massimo temporaneo ai listini rappresenta un atto dovuto da parte dello Stato per frenare la spinta inflazionistica, tutelare il potere d’acquisto delle famiglie e proteggere l’intero tessuto economico nazionale da shock energetici devastanti. Sta di fatto che ci vorrà del tempo per trovare la giusta soluzione a riguardo e nel frattempo le famiglie italiane dovranno subire pesanti costi per gli spostamenti con la propria auto e non solo.

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