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Si valuta un bonus carburante per abbassare il prezzo della benzina in Italia

In questi giorni il governo sta valutando un bonus carburante per abbassare il prezzo della benzina in Italia. Non sarà possibile mettere mano alle accise, ma una mano tesa verso gli italiani potrebbe ugualmente arrivare.

Cosa sappiamo sul bonus carburante per fronteggiare il prezzo della benzina

Il panorama economico italiano di metà marzo 2026 è dominato da una nuova, preoccupante fiammata dei prezzi alla pompa. Non si tratta di una variazione fisiologica, ma di un’onda d’urto causata dalle instabilità in Medio Oriente, che ha trasformato il costo dell’energia in una vera emergenza sociale. I numeri parlano chiaro: il gasolio ha varcato la soglia psicologica dei 2 euro al litro sulla rete ordinaria, spingendosi fino a 2,13 euro in autostrada, mentre la benzina si è stabilizzata sopra 1,84 euro.

Per comprendere la gravità della situazione, occorre tradurre i decimali in spesa quotidiana. Rispetto al periodo precedente alle tensioni con l’Iran, il diesel è rincarato di oltre 32 centesimi al litro. Secondo le stime del Codacons, questo si traduce in un aggravio di circa 17,30 euro per ogni pieno. Per un automobilista medio, l’esborso annuo extra tocca i 415 euro, una cifra che erode pesantemente il potere d’acquisto e rischia di innescare una spirale inflattiva attraverso l’aumento dei costi di trasporto delle merci.

La linea del Governo: no ai tagli generalizzati, ma si valuta il bonus carburante

Nonostante il pressing di opposizioni e associazioni dei consumatori, l’esecutivo Meloni mantiene una linea di estrema prudenza. Il Ministro delle Imprese, Adolfo Urso, ha ribadito l’intenzione di evitare lo sconto indiscriminato sulle accise, citando l’esperienza del 2022: un intervento che costò allo Stato circa un miliardo di euro al mese senza frenare l’inflazione in modo strutturale. La strategia attuale preferisce la “protezione mirata” all’universalismo fiscale, osservando come anche altri partner europei (Francia, Germania, Spagna) non abbiano proceduto a tagli delle tasse sui carburanti nonostante rialzi percentualmente superiori.
Le soluzioni sul tavolo

In alternativa ai tagli lineari, il Governo sta delineando un pacchetto di misure selettive:

Bonus Carburante: un contributo destinato alle fasce di reddito più deboli (probabilmente con ISEE sotto i 15.000 euro).

Sostegno alle imprese: crediti d’imposta per autotrasportatori e settori energivori per evitare il rincaro dei prezzi finali.

Accisa mobile: un meccanismo tecnico che ridurrebbe le accise compensandole con il maggior gettito IVA derivante dall’aumento del greggio.

Mentre il Codacons bolla queste misure come “palliativi” e invoca la restituzione immediata dell’extragettito IVA, il tempo stringe. Il rischio per il Governo è che la “prudenza di bilancio” venga percepita come una lentezza d’azione di fronte a un costo della vita sempre più insostenibile.

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