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Strage in Etiopia: uccisi 5 turisti occidentali

Fra i cinque turisti occidentali uccisi ci sarebbe anche un italiano, sebbene la Farnesina debba ancora confermarlo con certezza; quello che sembra certo è che il commando che ha compiuto la strage sarebbe provenuto dal confine con l'Eritrea.

di Vincenzo Avagnale 18 gennaio 2012 12:22
Il deserto etiope al confine con l'Eritrea

Non è chiaro il motivo della strage, che potrebbe essere stato un tentativo maldestro di rapimento. I turisti occidentali sarebbero: un tedesco, un belga, un ungherese, un austriaco ed un italiano. Secondo il portavoce del governo dell’Etiopia la strage sarebbe opera: “di un commando armato dal governo eritreo. Non è ancora stata chiarita l’identità delle vittime, che verrà quanto prima comunicata alle autorità competenti dei rispettivi paesi.”

La strage risalirebbe a Lunedì, tuttavia solo con molta difficoltà la notizie si sarebbe diffusa dalle ultime ore di ieri. Secondo il portavoce dell’Etiopia, Bereket Simon: “ci sarebbero anche due feriti e due rapiti, tra cui anche due cittadini stranieri, un agente di polizia ed un autista locale.” L’attacco avrebbe colpito in territorio etiope a circa 25 chilometri dal confine eritreo.

Nella regione di Afar, nella parte nord orientale del paese, i turisti si stavano dirigendo verso il vulcano Erta Ale per un’escursione (secondo quanto riferito da una televisione etiope. L’attacco sarebbe avvenuto con l’esplosione di una carrellata di proiettili contro le indifese automobili in viaggio con circa una ventina di turisti a bordo di diverse nazionalità.

I turisti stavano visitando la regione vulcanica di Afar, nel nord del Paese quando qualche gruppo addestrato e armato dal governo eritreo li ha attaccati” ha precisato Bereket considerando poco veritiera la smentita lanciata nello stesso giorno dall’Eritrea. L’unità di crisi della Farnesina non può ancora confermare i dati dell’attacco, tuttavia ha comunicato che: “stiamo verificando insieme all’ambasciata italiana in Etiopia, presto potremo darvi informazioni più certe e verificare l’identità del nostro connazionale coinvolto”.

L’Afar è una regione bellissima ed aspra, nota per paesaggi desertici e vulcanici, ma anche per dei magnifici laghi salati, che tuttavia risulta pericolosissima proprio per il suo stato selvaggio. Non esistono infrastrutture, ne tanto meno linee telefoniche. Per questo si erano spesso registrati episodi di banditismo o di attentati con motivazioni politico-religiose. Per questo motivo molti governi, come quello italiano ed austriaco avevano dichiarato la regione “warning zone”.

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