Strage di civili afghani, gli Usa risarciscono con 50.000 dollari

Incriminato Robert Bales, il 38enne sergente americano autore della strage in cui causò la morte di 17 civili, tra cui nove bambini.

di Enzo Mauri 26 marzo 2012 11:21

Gli Usa tentano in ogni modo di placare le proteste anti americane che negli ultimi tempi sono tornate a scuotere il territorio afghano. Le autorità degli Stati Uniti hanno disposto un indennizzo di 50.000 dollari (circa 37.700 euro), per ciascuno dei 17 morti, vittime della follia omicida del sergente americano Robert Bales, macchiatosi del grave reato circa due settimane fa nella provincia meridionale di Kandahar. La notizia del risarcimento è stata resa nota da Agha Lalai membro del consiglio provinciale di Kandahar. Washington non ha confermato l’esatto ammontare della somma.

Secondo la stessa fonte i feriti sarebbero stati risarciti con 11mila dollari (8.300 euro), dopo che il governo afghano presieduto da Hamid Karzai aveva provveduto a emettere per ciascuna vittima un primo indennizzo di 2000 dollari e per i feriti di 1000 dollari. Nel frattempo l’autore della strage Robert Bales è stato formalmente incriminato venerdì scorso per la strage dell’11 marzo, in cui perirono nove bambini, quattro donne e quattro uomini in due differenti villaggi afghani, Balandi e Alzokai a nord e a sud della base americana dove il 38enne sergente americano svolgeva servizio. Bales deve rispondere dell’accusa di tentato omicidio in almeno sei casi.

Per il governo americano la strage di due settimane fa ha rappresentato una nuova minaccia volta a minare i già fragili rapporti con le autorità afghane. A fine febbraio nella base militare di Begram erano state date alle fiamme, alcune copie del Corano, episodio che aveva suscitato le vive proteste, culminate nella chiusura dell’ambasciata Usa nel Paese, da parte dell’opinione pubblica locale.
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