PETA shock: avrebbe effettuato l’eutanasia su più di 1600 animali

L'associazione animalista deve difendersi da pesanti accuse. Animalisti dell'associazione avrebbero effettuato eutanasia su 1647 animali domestici nel 2012.

di Giorgia Martino 22 marzo 2013 17:24

Questa notizia ha scioccato tutto il mondo, considerando che finora, sentendo parlare dell’associazione per la difesa degli animali PETA (People for the Ethical Treatment of Animals), si pensava ad un nome di grande riferimento sul panorama mondiale animalista. Eppure sembra che la PETA ora debba discolparsi da accuse non certo leggere: dati documentati attestano infatti che nel rifugio di Norfolk, in Virginia, l’anno scorso la PETA ha effettuato l’eutanasia su 1647 animali domestici, mentre solo 25 ne sono stati adottati nel 2012.

Secondo le statistiche del Center for Consumer Freedom (associazione per la difesa dei diritti dei consumatori),  nel 2012 il rifugio PETA di Norfolk ha ospitato 1110 gatti e 733 cani. Di questi, 22 gatti e 108 cani sono stati trasferiti, 2 gatti e 3 cani sono stati reclamati dai legittimi proprietari, e a 1045 gatti e a 602 cani è stata tolta la vita con l’eutanasia. 34 gatti e 7 cani sono invece stati collocati sotto la voce “Miscellanea”.

Ma non finisce qui, perché questo problema non sarebbe sorto nell’ultimo anno scorso: infatti il Center for Comsumer Freedom già nel 2009 aveva denunciato l’utilizzo ‘sconsiderato’ dell’eutanasia da parte della PETA e, sempre secondo i dati di quest’associazione, dal 1998 la PETA avrebbe ucciso ben 29.398 animali domestici.

La PETA si difende affermando che l’eutanasia è stata applicata come necessità. Il punto è che le parole dell’associazione descrivono come ‘necessità’ la sovrappopolazione degli animali e il loro essere ‘inadottabili’, e questo ha creato non poco sbigottimento fra gli animalisti. Ha detto infatti il portavoce della PETA:

La maggior parte degli animali che prendiamo in custodia sono rifiutati dalla società, sono aggressivi, su punto di morte, o comunque non adottabili.

In pratica, dunque, l’associazione ritiene ‘necessario’ praticare l’eutanasia su animali non adottabili, e questo ha sconcertato non poco il mondo animalista e non solo, lasciando tutti perplessi sia per l’azione in sé che per le motivazioni addotte. E se si considera che si tratta di un’associazione che si proclama in difesa dei diritti degli animali, lo sgomento non può che crescere notevolmente.

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