Lombardia, indagati 29 consiglieri dell’opposizione

Sotto inchiesta con l'accusa di peculato anche i capigruppo di Pd, Idv, Udc, Sel e Pensionati. Ambrosoli: "Chi verrà eletto si dimetta se finisce a processo".

di Luca Fiorucci 31 gennaio 2013 0:09
"Pirellone"

L’inchiesta sulle “spese pazze” alla Regione Lombardia si è adesso estesa ai partiti d’opposizione: gli uomini della polizia giudiziaria di Milano hanno notificato 29 avvisi di garanzia ad altrettanti consiglieri regionali di Pd, Sel, Idv e Udc, con l‘accusa di peculato, e molti di essi hanno ricevuto anche un invito a comparire davanti ai magistrati. Tra gli indagati, anche i capigruppo dei rispettivi partiti: Luca Gaffuri del Pd, Chiara Cremonesi di Sel, Stefano Zamponi dell’Idv, Elisabetta Fatuzzo dei Pensionati e Gianmarco Quadrini dell’Udc. Nel mirino degli inquirenti ci sono le spese effettuate dai diversi gruppi consiliari tra il 2008 e il 2012: per i magistrati, molti rimborsi, fatti figurare come “attività politica”, sarebbero invece spese personali.

Dando uno sguardo a ciò che veniva acquistato, si trova un pò di tutto, dai 2,70 euro per un barattolo di Nutella ai 134 euro per delle cialde di caffè, e spese per taxi, pedaggi autostradali e biglietti del treno. Gaffuri, capogruppo del Pd, ha commentato affermando: “Siamo tranquilli, perchè le risorse messe a disposizione dei gruppi sono state utilizzate per spese inerenti all’attività politica e in conformità con le leggi regionali”. Umberto Ambrosoli, candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia, ha chiesto che i consiglieri che verranno eletti si dimettano qualora finissero a processo, richiesta avanzata innanzitutto ai candidati delle altre liste “perchè il problema non riguarda la mia lista civica” ha affermato. I capigruppo di Pd e Idv già si sono detti disposti ad aderire alla proposta. Ambrosoli ha spiegato inoltre:

“Il codice di comportamento che abbiamo già presentato impegna i candidati consiglieri a un cambiamento dei sistemi di rimborso che prevengono in termini definitivi il rischio di cui oggi stiamo parlando. Non aspetteremo i tre gradi della giustizia, e speriamo che anche Formigoni voglia fare altrettanto in relazione alle indagini che lo riguardano. Sappiamo che c’è una differenza incredibile tra le ipotesi al vaglio della magistratura per i partiti del centrosinistra e quelle di pranzi di nozze e cartucce per la caccia di Pdl e Lega, ma io di questo non mi accontento. Io non mi fermo sulla differenza, io voglio prevenire“.

Il governatore uscente della Lombardia Roberto Formigoni, invece, ha convocato una conferenza stampa per commentare le indagini in corso, durante la quale ha anche criticato il sindaco di Milano Giuliano Pisapia, che a dicembre aveva attaccato duramente i consiglieri di centrodestra finiti sotto inchiesta: “Chiedo al sindaco Pisapia di ripetere parola per parola i suoi giudizi molto chiari e pesanti rivolgendoli però alla sua parte politica: o Pisapia è un doppiopesista o mi attendo entro stasera gli stessi giudizi” ha affermato. Formigoni ha anche criticato l’attenzione secondo lui minore prestata dalla stampa ai consiglieri indagati di centrosinistra rispetto a quelli di centrodestra, invitando i giornali a rimediare e dedicare anche le prime pagine al centrosinistra”.

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