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Libia, ucciso ambasciatore americano negli scontri a Bengasi (FOTO)

La protesta era diretta contro il film americano "Innocence of Muslims", nel quale la storia di Maometto viene considerata una vera e propria truffa.

di Simona Vitale 12 settembre 2012 12:52
Attacco al consolato USA a Bengasi, Libia

L’ambasciatore Chris Stevens e tre funzionari americani, tra i quali ci sono anche due marine, sono rimasti uccisi nell’attacco contro il consolato USA a Bengasi. La notizia è stata riferita dal governo libico. I testimoni hanno riferito di aver sentito prima un botto, poi del fumo e infine colpi di arma da fuoco durante l’attacco che è legato alla protesta all’ambasciata USA de Il Cairo contro un film che è stato prodotto negli Stati Uniti e giudicato offensivo nei confronti dell’Islam.

Raccontano i testimoni: “Si è sentito prima un botto forte, hanno raccontato testimoni, poi si è visto del fumo e si sono sentiti scambi di colpi. Le strade adiacenti sono state chiuse rapidamente e quasi subito sono stati formati anche dei blocchi nella zona”. L’ambasciatore Stevens sarebbe rimasto ucciso dall’asfissia nell’incendio scoppiato dopo il raid. I colpi sono stati uditi per 45 minuti, sebbene in maniera non continuata.

Proteste anche in Egitto dove, però, i manifestanti si sono limitati a scalare solo le mura dell’ambasciata americana per sostituire la bandiera degli Stati Uniti con un vessillo islamico. Anche qui la protesta era diretta contro il film Innocence of Muslims,  un lungometraggio di due ore diretto da Sam Bacile, regista californiano di 56 anni che si identifica come “ebreo israeliano”. Il film è costato 5 milioni di dollari, raccolti per mezzo di finanziatori ebrei e affronta la teoria secondo la quale la storia di Maometto non sarebbe altro che una truffa.

La portavoce del dipartimento di stato Victoria Nuland ha dichiarato che gli Stati Uniti condannano l’attacco contro il proprio consolato a Bengasi: “Possiamo confermare che la nostra rappresentanza a Bengasi, in Libia, è stata attaccata da un gruppo di manifestanti. Condanniamo nei termini più fermi questo attacco”. Queste le parole della Nuland, pronunciate prima che fonti locali dessero la notizia dell’uccisione di un cittadino americano.

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