Il Vaticano corregge il Papa: “Gli atei vanno sempre all’inferno”

Nel corso dell'omelia della settimana scorsa Papa Francesco aveva riconosciuto anche per gli atei la possibilità di guadagnarsi il Paradiso.

di Simona Vitale 28 maggio 2013 11:32

Un portavoce del Vaticano ha espresso dei chiarimenti in merito alla parole che Papa Francesco ha espresso nei confronti degli atei, nel corso dell’omelia della settimana scorsa. Gli atei andranno all’inferno. Sua Santità, invece, aveva detto al mondo che anche gli atei possono guadagnarsi il Paradiso.

“Fare del bene“, ha spiegato il Papa nella sua omelia di mercoledì scorso , non è una questione di fede: “È un dovere, è una carta di identità che il Padre ha dato a tutti noi, perché ci ha fatti a sua immagine e somiglianza. E lo fa bene, sempre”.

Tuttavia, in una “nota esplicativa sul significato di ‘salvezza’“, il reverendo Thomas Rosica, portavoce del Vaticano, ha sottolineato che essere “buoni” da solo non è sufficiente per essere salvati. Le persone che conoscono la Chiesa cattolica, ha spiegato, “non possono essere salvate” se “si rifiutano di entrare in lei o di rimanere in lei.”

Rosica anche aggiunto che Papa Francesco non aveva “alcuna intenzione di provocare un dibattito teologico sulla natura della salvezza“, nel corso della sua omelia. L’attuale confusione teologica iniziata dopo che il leader di 1,2 miliardi di cattolici ha espresso il suo pensiero durante l’omelia della sua messa mattutina di mercoledì, 22 maggio, indica che gli atei dovrebbero godere i frutti della salvezza eterna se fossero buoni.

Papa Francesco aveva detto:

Il Signore ha redento tutti noi, tutti noi, con il Sangue di Cristo: tutti noi, non solo i cattolici. Tutti! ‘Padre, gli atei?’ Anche gli atei. Tutti! Siamo stati creati da bambini a somiglianza di Dio e il Sangue di Cristo ha redento tutti noi! E tutti noi abbiamo il dovere di fare del bene. E questo comandamento per tutti di fare del bene, penso, è un bel sentiero verso la pace. Se ognuno di noi fa la sua parte, se facciamo del bene agli altri, se ci incontriamo lì, facendo del bene, e noi andiamo lentamente, con dolcezza, a poco a poco, faremo quella cultura dell’incontro: abbiamo bisogno di quel tanto. Dobbiamo incontrarci per fare il bene. ‘Ma io non ci credo, padre, io sono un ateo ! ‘ Ma facciamo del bene: ci incontreremo là.

In un rapporto di USA Today molti non credenti americani hanno espresso sorpresa, ma anche accolto con favore i commenti di Papa Francesco riconoscendo che non avere fede non significa che qualcuno è pura malvagità. “Siamo una comunità che sta solo cercando di fare il bene e vivere una vita buona, proprio come accade nella maggior parte delle comunità”, ha dichiarato Greg Epstein, cappellano Umanista dell’Università di Harvard.

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