Favia: “Nel M5s la democrazia non esiste”

Fuori onda shock del consigliere regionale emiliano che attacca Casaleggio su La7

di Daniela Santoni 7 settembre 2012 11:27
Consigliere regionale Emilia Romagna M5s

Parole che fanno sobbalzare il Movimento 5 Stelle, considerato da molti sino ad oggi l’unico in grado di riscattare il Paese da anni e anni di cattiva politica. Il fuori onda di Giovanni Favia, consigliere regionale emiliano del movimento di Beppe Grillo trasmesso nel corso della puntata di “Piazzapulita” programma di approfondimento de La7 condotto da Corrado Formigli, ha provocato un turbine nelle file del movimento.

In tale fuori onda registrato successivamente all’intervista principale attacca Casaleggio, considerandolo stratega dell’operazione 5 Stelle. “Casaleggio prende per il culo tutti perché da noi la democrazia non esiste. Grillo è un istintivo, lo conosco bene, non sarebbe mai stato in grado di pianificare una cosa del genere. I politici, Bersani, non lo capiscono. Non hanno capito che c’è una mente freddissima molto acculturata molto intelligente dietro, che di organizzazione, di dinamiche umane, di politica se ne intende”. “E’ Casaleggio la vera mente del movimento?- si chiede in un passaggio della registrazione – Il problema è in su – spiega Favia. – Quindi o si levano dai c……i oppure il movimento gli esploderà in mano. Ma loro stavano già andando in crisi con questo aumento di voti. Come si sono salvati? Con il divieto di andare in tv. Io con Santoro me la sono cavata, ma applicando un veto. Ho preso anche l’applauso ma mi è anche costato dire quello che non pensavo”

Il dibattito si è subito spostato sulla rete. E Favia proprio da Facebook ha cercato di smussare le sue dichiarazioni. “Il Movimento – scrive – è un grande sogno, non è Favia, non è Casaleggio. L’ultima occasione per questo paese, per riscattarsi. Mesi fa incontrai un giornalista, mi intervistò in merito alla democrazia interna nel livello nazionale. Tavolazzi, esponente espulso dal movimento, era stato un grande compagno di battaglie, come me, sin dagli inizi. Lo vidi piangere, dopo l’inibizione al logo. Ero arrabbiatissimo. In pubblico non ho mai voluto manifestare il mio disagio per non danneggiare la nostra battaglia”.

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