Ucraina, i filorussi rapiscono 13 osservatori Ocse

Gli osservatori sono stati rapiti, a Sloviansk, perchè accusati di aver portato con loro una "spia" di Kiev. Yatseniuk: "Mosca vuole la terza guerra mondiale".

di Luca Fiorucci 26 aprile 2014 9:46
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Si continua a combattere in Ucraina, dove, in particolare nel Sud-Est del paese, l’esercito di Kiev prosegue l’operazione militare contro i filorussi, mentre la Russia rivendica il diritto ad inviare militari per “autodifesa”. Sarebbero intanto 13, e non 7 come riportato in un primo momento, gli osservatori della missione Osce rapiti dai filorussi a Sloviansk, nell’est del paese: si trovavano a bordo di un pullman sul quale viaggiavano anche cinque militari ucraini. Lo ha riferito il ministro della Difesa tedesco, Ursula von der Leyen, che ha spiegato anche che “il quadro non è ancora chiaro” e vi sarebbero fra loro “4 tedeschi”. ll pullman sarebbe stato fermato da un gruppo di sconosciuti e i passeggeri e l’autista sarebbero stati portati in uno degli edifici della città occupati dai ribelli filorussi.

I sequestratori accusano gli osservatori di aver portato con loro una “spia” di Kiev. Si combatte anche a Kramatorsk, nell’Ucraina orientale, dove risuonano colpi di arma da fuoco e un blindato sarebbe in fiamme, mentre, secondo la testata “Novosti Kramatorska”, all’aerodromo della città un elicottero sarebbe esploso al momento del decollo perchè colpito da armi da fuoco. La tensione, quindi, non sembra placarsi. Il premier ucraino Arseny Yatseniuk, che oggi incontrerà a Roma Renzi e Papa Francesco, ha accusato: “Mosca vuole la terza guerra mondiale. I tentativi di un conflitto militare in Ucraina porteranno a un conflitto militare in Europa. Il mondo non ha ancora dimenticato la Seconda guerra mondiale, ma la Russia ne vuole già una terza”.

Il premier italiano Renzi ha partecipato alla teleconferenza chiesta dal presidente americano Barack Obama assieme alla cancelliera Angela Merkel, al premier britannico David Cameron e al presidente francese Francois Hollande per decidere le prossime mosse da intraprendere a livello internazionale. Fonti diplomatiche hanno riportato che “ci sarà un segnale forte del G7 a Mosca”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha telefonato al presidente russo Vladimir Putin per esprimergli la sua preoccupazione per la situazione, e ha affermato: “Considerati i mancati risultati, dobbiamo pensare, e anche mettere in pratica, ulteriori sanzioni nell’ambito del livello due” stabilito dall’Ue. Stati Uniti ed Unione Europea sarebbero quindi pronti a imporre alla Russiasanzioni mirate”, ha spiegato Obama. 

Prossimamente vi sarà, probabilmente, una dichiarazione del G7 nei confronti di Mosca, mentre a Bruxelles si valuta la possibilità di convocare un consiglio straordinario dei ministri della Ue prima di quello già previsto per il 12 maggio. Il segretario di Stato americano John Kerry ha avvertito: “Se la Russia sceglie la strada della de-escalation, tutti noi ne saremo lieti, ma se non lo fa, il mondo garantirà che il prezzo per la Russia possa solo salire”. Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov ha replicato: “La Russia aiuterà il processo di de-escalation del conflitto sulla base del compromesso di Ginevra, ma sottolineo che non ci potranno essere nei nostri confronti richieste unilaterali”.

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