Ballottaggi, trionfo del centrosinistra. A Roma vince Marino

Nella capitale il chirurgo del Pd si è imposto largamente su Alemanno. Il centrosinistra ha vinto in tutti i comuni capoluogo. Altissimo l'astensionismo.

di Luca Fiorucci 11 giugno 2013 8:05
Ignazio Marino

E’ Ignazio Marino il nuovo sindaco di Roma. Il canddato del centrosinistra ha infatti sconfitto al balllottaggio il sindaco uscente Gianni Alemanno, con il 63,9% dei consensi contro il 39,1%. Bassissima l’affluenza al voto: nella capitale, si è recato alle urne appena il 45% degli aventi diritto. Il neosindaco, dal suo quartier generale al Tempio di Adriano, ha dichiarato: “Sono emozionato. Mi rendo conto della responsabilità che la città mi consegna. Grazie a tutte le persone che hanno creduto nella mia candidatura”. A Marino sono giunti anche gli auguri dell’ex sindaco Veltroni, che, in una nota, ha affermato: “Marino è il nuovo sindaco di Roma: una buonissima notizia per la città“.

Alemanno, invece, ha ammesso ben presto la sconfitta, affermando: “Ho appena telefonato a Ignazio Marino facendogli le mie congratulazioni per il risultato elettorale e mettendomi a disposizione per un corretto passaggio delle consegne, massima lealtà e correttezza istitituzionale. Il risultato è netto e l’influenza dell’astensionismo è stata molto forte”. Pur avendo precisato di non aver recriminazioni da fare al Pdl nè a Berlusconi, il sindaco uscente ha però aggiunto: “Con Roma, il Pdl perde l’ultimo primo cittadino di peso e, considerando la tendenza su base nazionale, le sconfitte di oggi impongono una riflessione seria e approfondita all’interno del partito”. Il centrosinistra, infatti, risulta vincente un pò ovunque su scala nazionale, conquistando tutti i sedici comuni capoluogo, con sei “ribaltoni” dal centrodestra, e affermandosi in 37 comuni superiori su 75, dai 23 iniziali, mentre il centrodestra è passato da 41 a 14 sindaci, e le liste civiche da 6 a 18.

Anche a livello nazionale, l’astensionismo è stato molto forte, avendo votato solo il 48,5% degli aventi diritto, contro il 59,7% del primo turno. A Treviso, Manildo, con il 55,5% dei consensi, ha conquistato il “feudo” del leghista Gentilini, fermatosi al 45,5%. A Siena, nonostante lo scandalo Monte dei Paschi, il candidato del centrosinistra Bruno Valentini è riuscito a conquistare la poltrona di primo cittadino, ma con uno scarto risicato (solo 4 punti) per una storica roccaforte della sinistra. Il Movimento 5 Stelle non era riuscito ad arrivare al ballottaggio in nessun capoluogo, ma ha conquistato il comune di Pomezia, in provincia di Roma, e di Assemini, nel cagliaritano.

Tra i commenti degli altri leader politici, è chiaro quello del premier Enrico Letta, per il quale il risultato delle amministrative, visto nel suo complesso, rafforza lo schema del governo di larghe intese“. Il segretario del Pd Guglielmo Epifani rivendica il risultato, affermando: Abbiamo vinto in tutta Italia, al nord, al centro, a Roma e nei suoi municipi, nel sud e nelle isole. E’ quasi una rivincita delle politiche“. Dal Pdl, Berlusconi per ora tace, mentre il coordinatore Sandro Bondi ha affermato: “I risultati del secondo turno confermano che, quando vince, il Pdl lo fa grazie al carisma e alle qualità politiche del presidente Silvio Berlusconi. Ma, senza un confronto all’interno del partito, il nostro movimento non sarà mai in grado di produrre candidati vincenti perchè dotati di una forza propria“.

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