Yara: col Dna indagini ancora in alto mare

Come sono lontane dalla realtà le serie Tv in cui i detective risolvono un caso di omicidio trovando dopo pochi giorni il colpevole, lo sanno bene i genitori di Yara Gambirasio, che ancora non hanno avuto giustizia per l'omicidio della loro bambina.

di Vincenzo Avagnale 22 Novembre 2011 12:26

Ormai è più di un anno il tempo trascorso dal brutale omicidio della piccola Yara Gambirasio, l’adolescente che è stata trovata morta in un campo incolto poco distante dalla sua natia Brembate di Sopra. Il mistero che avvolge la sua morte, le indagini che “sbadatamente” non hanno trovato il corpo se non a diverse settimane dalla sua scomparsa ed il composto dolore dei suoi genitori e di tutta la comunità che si è stretta attorno a loro hanno tenuto col fiato sospeso tutta l’Italia, dividendola fra l’orrore, lo sgomento ed il desiderio di giustizia rimasto insoddisfatto.

Le ricerche degli investigatori purtroppo non hanno dati molti risultati, per cui adesso che è passato così tanto tempo le speranze che la giovane atleta di Brembate posso avere giustizia ed il suo assassino possa subire la giusta pena vengono affidate completamente alla polizia scientifica.

Attualmente gli inquirenti stanno continuando ad analizzare i Dna raccolti nel corso delle indagini e lo stanno confrontando con quello trovato sul corpo di Yara: “ci sono dna interessanti, sui quali si sta lavorando da tempo, ma non si può dire che siano stati trovati con certezza i parenti dell’assassino”.

Insomma, da quell’ormai lontano 26 dicembre 2010 si ci è cacciati in un vicolo cieco e seppure non lo si voglia ammettere è evidente che le forze dell’ordine non hanno praticamente alcuna speranza di scoprire cosa sia successo alla ragazzina.

I risultati delle analisi hanno evidenziato che nessuno dei soggetti presi in esame è anche solo lontanamente imparentato con i residui genetici raccolti sul cadavere ed intorno al corpo di Yara; tuttavia si sarebbe giunti solo a metà del lavoro utile ad individuare eventuali parentele fra i profili genetici in possesso agli inquirenti, oltre cui si dovrebbe concludere definitivamente che a commettere l’omicidio deve essere stato per forza un estraneo alla comunità di Brembate, ipotesi che potrebbe aprire anche all’opera di un serial killer..

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