L’assassino di Yara, nuovi dettagli dagli inquirenti

L'assassinio della giovane Yara Gambirasio ha scioccato l'Italia, ma ancora non si trova il colpevole. Dopo l'autopsia nuovi indizi su cui lavorare.

di Vincenzo Avagnale 15 Ottobre 2011 7:19

Yara Gambirasio è stata uccisa a soli 13 anni nella sua città, Brembate di Sopra nel Bergamasco, da un soggetto ancora ignoto i cui dettagli affiorano lentamente dalle indagini degli inquirenti. Oggi l’autopsia ha rivelato che l’omicida era mancino.

Le ferite riscontrate sul corpo della ragazzina sono state inferte da qualcuno che impugnava con la mano sinistra un’arma da taglio molto affilata, probabilmente un taglierino, queste le conclusioni a cui è giunta l’anatomopatologa forense Cristina Cattaneo, la quale ha eseguito l’autopsia su Yara, il cui povero corpo fu ritrovato il febbraio scorso a Chignolo d’Isola.

Una relazione molto dettagliata, ben 400 pagine, è stata consegnata alla procura di Bergamo. La relazione dell’autopsia del medico legale dell’Università di Milano porta però ben poche informazioni e che Yara fosse morta per via di un’arma da taglio era ormai già assodato, mentre che l’assassino sia mancino purtroppo non avvicina alla sua cattura.

La giovane è scomparsa il 26 novembre, una sera in cui stava tornando dalla palestra che frequentava assiduamente. Secondo gli inquirenti delle prime indagini Yara conosceva il suo aggressore, infatti nessun segno di lotta sarebbe stato riscontrato nei pressi della palestra, mentre nessuno l’ha vista sulla via del ritorno a casa. All’inizio era stato difficile perfino trovare il corpo, si era parlato di incompetenza nelle ricerche, ma la verità era che molti speravano ancora di trovare viva la tredicenne e non avendo abbandonato la speranza non hanno guardato con attenzione in quel campo poco distante da Brembate, fra l’erba alta, la dove era stato abbandonato il corpo.

I genitori sono rimasti da diversi mesi in un silenzio commosso, il silenzio di chi ormai non si aspetta giustizia per la propria figlia e cerca di proteggere gli altri figli da quel terribile dolore causato dalla scomparsa della sorella. Cercano solo di continuare a vivere. Certo scoprire l’assassino non gli restituirà la loro figlia, ma sarebbe almeno una soddisfazione il sapere che chi ha compiuto questo atroce omicidio non possa commettere nuovamente questo reato.

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