Traffico di animali: illegalità da 19 miliardi di dollari

Il recente rapporto di WWF e TRAFFIC parla chiaro: il traffico illegale di flora e fauna è aumentato a dismisura negli ultimi anni.

di Giorgia Martino 14 Dicembre 2012 11:22

Che l’essere umano sia la principale piaga della Natura si sapeva da tempo, considerando il modo in cui il Pianeta viene costantemente distrutto dall’animale a due zampe per eccellenza. Tuttavia sembra che negli ultimi anni i crimini contro la fauna e flora siano aumentati in modo esorbitante: è questo il risultato del rapporto stilato dalle organizzazioni internazionali WWF e TRAFFIC, rapporto intitolato Fighting Illicit Wildlife Trafficking. Sembra, purtroppo, che l’incremento di tale scempio (operato principalmente da grandi organizzazioni criminali note come ‘zoomafia’) sia dovuto in parte anche all’avvento del web, che permette minori controlli e maggiore facilità di acquisto.

Il traffico illecito di animali, secondo il rapporto in questione, può appartenere varie tipologie:

–          Acquisto di cuccioli appartenenti a vie di estinzione.

–          Traffico di organi di animali uccisi apposta perché considerati ‘terapeutici’, spesso in modo anche totalmente infondato: è questo il caso delle ossa della tigre, o ancora del corno del rinoceronte, entrambe utilizzate dalla medicina dell’Estremo Oriente. Il corno del rinoceronte, soprattutto, ha un costo che si aggira sui 60 mila dollari al chilo: va da sé che il commercio attorno a queste povere vite è profondamente spietato.

–          Traffico di piante medicinali spesso considerate anche dannose per l’organismo umano: sembra che ogni anno siano 440 mila le tonnellate di piante importate ed esportate illegalmente.

–          Traffico illegale di pesce, che annualmente, secondo il rapporto di WWF e TRAFFIC, ammonta a 100 milioni di tonnellate.

–          Traffico illegale di uccelli vivi, che ogni anno arrivano a circa 1,5 milioni.

–          Traffico illegale delle zanne di elefante, che dà vita ad un vero e proprio eccidio di questi animali.

Il traffico illegale di fauna e flora selvatica, secondo il rapporto, non si limita allo sterminio assurdo e malvagio di animali, ma si traduce anche in un danno alla sicurezza dei Paesi importatori: si sottolinea infatti che non vi sono grossi controlli sanitari, e questo provoca anche una maggiore facilità nel contrarre patologie contraibili dagli animali e dagli stessi essere umani. Inoltre la distruzione di flora e fauna di molti Paesi esotici vuol dire anche la perdita, da parte di questi ultimi, di un grande elemento di interesse a livello culturale e turistico, impoverendosi ulteriormente.

Afferma il rapporto:

La corruzione che è associata con il commercio illegale minaccia la sicurezza e, vista la natura spesso violenta del prodotto illegale, scoraggia gli investimenti e ostacola la crescita nei paesi d’origine, di transito e della domanda. Questo riduce l’efficacia dei governi, scoraggia l’impegno civile, erode lo stato di legalità, danneggia la reputazione e la fiducia nello Stato e influenza la crescita delle comunità locali.

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