Telecom è spagnola, è polemica. Letta: “Vigileremo, ma è privata”

Critiche da tutti i partiti per il passaggio di Telecom alla spagnola Telefonica. Il premier ne riferirà alla Camera. M5S: "Commissione d'inchiesta".

di Luca Fiorucci 25 settembre 2013 8:03

Ha scatenato critiche da tutti i partiti il passaggio di Telecom Italia a Telefonica, che arriverebbe al 70 % di Telco, la holding che controlla il 22,4% di Telecom e la farebbe così diventare spagnola. La conferenza dei capigruppo di Montecitorio ha deciso che il premier Letta ne riferirà alla Camera il 1 ottobre, e lo stesso Letta, in serata, ha assicurato: “Guardiamo, valutiamo, vigileremo sul fronte occupazionale, ma bisogna ricordare che Telecom è una società privata e siamo in un mercato europeo”. Il premier ha inoltre sottolineato: “Se arrivassero dei capitali europei credo che aiuterebbero Telecom ad essere migliore rispetto agli ultimi 15 anni”. Sia il Pd che il Pdl, nel corso della giornata, avevano chiesto che il governo riferisse “al più presto” su Telecom e su Alitalia.

Il capogruppo democratico al Senato Luigi Zanda ha attaccato: “Le vicende contestuali di Alitalia e Telecom rappresentano in modo impietoso l’esito di una lunga catena di errori in gran parte dovuti all’assenza ventennale di una politica industriale e, conseguentemente, alla prevalenza degli interessi privati sugli interessi pubblici”.  Duro anche il commento di Fabrizio Cicchitto del Pdl: “La vendita di Telecom alla spagnola Telefonica rappresenta un vero disastro per il sistema industriale italiano. Per di più la Telefonica è oberata di debiti per cui non si sa il destino complessivo di tutta l’operazione”. Dal Movimento 5 Stelle, il capogruppo al Senato Nicola Morra ha annunciato: “Ci sono delle responsabilità politiche oggettive, chiederemo sicuramente una commissione d’inchiesta su Telecom che faccia luce”.

Mentre il suo collega alla Camera Alessio Villarosa ha spiegato: “Valuteremo se chiedere una commissione d’inchiesta non solo per Telecom ma anche per Alitalia“. E il leader del Movimento, Beppe Grillo, sul suo blog, ha parlato di disastro annunciato“, spiegando: “La morte di Telecom Italia è iniziata con la sua cessione a debito ai capitani coraggiosi da parte di D’Alema nel 1999, allora presidente del Consiglio. Lui, il merchant banker di Palazzo Chigi, è il primo responsabile di questa catastrofe. Un’azienda senza problemi finanziari si ritrovò improvvisamente con più di 30 miliardi di euro di debito. Grillo ha poi lanciato una sua proposta per mantenere la Telecom italiana: “Il governo deve intervenire per bloccare la vendita a Telefonica con l’acquisto della sua quota, è sufficiente dirottare parte dei miliardi di euro destinati alla Tav in Val di Susa che neppure il governo francese vuole più”.

Grillo ha poi replicato lo stesso D’Alema: “Non ho venduto nessuna azienda. Telecom era già privatizzata ed è stata acquistata con una opa sul mercato, come è naturale che accada in un’economia di mercato”. Preoccupati anche i sindacati, che temono oltretutto che Telefonica usi per Telecom lo stesso modello di esternalizzazione del Call Center e dell’Information Technology che ha adoperato in casa propria. Secondo Michele Azzola della Slc Cgil, ci sarebbero fino a 16mila posti di lavoro a rischio, per cui il Governo “ha il compito di convocare subito le parti sociali e Telefonica per conoscerne il piano e valutare l’utilizzo della golden share prevista dall’articolo 22 dello Statuto di Telecom.

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