Scoperto nuovo “legno” a impatto zero, si crea con scarti dei banani

Il materiale, prodotto e commercializzato dall'azienda Beleaf, sostituendo il legno evita la deforestazione delle aree tropicali e ha basse emissioni di gas.

di Stefania Calabrese 29 Ottobre 2012 23:18

Una nuova, rivoluzionaria materia prima ottenuta grazie all’impiego di sola biomassa vegetale, derivata dagli scarti delle coltivazioni di banane, potrà ben presto soppiantare il legno impiegato per la produzione di pannelli e impiallacciature, riducendo del 90% gli impatti ambientali.
E’ l’ultima scoperta dell’azienda Beleaf, la quale ha brevettato un procedimento innovativo che consente di sostituire il legno delle foreste tropicali, evitando di alimentare il fenomeno della deforestazione e l’occupazione di suolo da parte di impianti fortemente inquinanti. Inoltre il procedimento, analizzato dal Centro Euro-Mediterraneo per i Cambiamenti Climatici (Cmcc) in collaborazione con Wwf Italia, seguendo i criteri del “Life Cycle Assessment”, non prevede l’impiego di risorse idriche nell’ambito dell’intera catena produttiva.

 
Le proprietà naturali delle resine dei banani permettono di evitare anche l’uso di colle e sostanze chimiche inquinanti, portando ad un risparmio del 32% di gas serra per la produzione di pannelli e del 58% per la produzione di piallacci.
Sono dati estremamente significativi, che aprono nuove porte nel campo della green economy e dello sviluppo sostenibile, ma assumono un rilievo ancora maggiore se al bassissimo impatto ambientale si aggiunge anche la creazione di posti di lavoro in alcune delle aree più povere del mondo, dove sono diffuse le piantagioni di banani. La Beleaf infatti ha escluso i terreni gestiti dalle multinazionali per la raccolta degli scarti, rivolgendosi invece alle aziende a conduzione agricola familiare di piccoli proprietari terrieri, offrendo lavoro e formazione.

”Con un minimo sforzo – ha commentato Massimiliano Rocco, responsabile Foreste Wwf Italia – la catena produttiva promossa da Beleaf, che usa materiali di scarto, ha coniugato in questo suo prodotto innovazione di mercato e bassi impatti ambientali, sviluppando un modello replicabile a tutti i Paesi attivi in questa produzione. Oggi più che mai bisogna diminuire la pressione dall’uso massiccio e illegale del legname proveniente dalle foreste tropicali e fare del riciclo un imperativo di vita. Questo nuovo prodotto raggiunge entrambi questi obiettivi, contribuendo alla sfida che noi tutti dobbiamo cogliere di rendere sostenibile la nostra presenza per questo pianeta, che è l’unico che abbiamo”.

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