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Scoperte nuove droghe nei distributori automatici

Scoperte nuove droghe nei distributori automatici

Grazie all’operazione denominata “Oro e incenso”, condotta  in queste ore dai carabinieri dei Nas e dall’Agenzia delle dogane, si è scoperto questo nuovo mercato degli stupefacenti. Infatti, le forze dell’ordine, nella loro azione investigativa, tra Torino, Campobasso, Roma e Frosinone hanno emesso diciannove provvedimenti di custodia cautelare. Fra questi, sei arresti di titolari di altrettanti negozi che agivano illegalmente come vere e proprie centrali di spaccio. Agli arresti domiciliari anche tredici clienti che avevano effettuato acquisti di grandi quantità, probabilmente per rivendere  a loro volta. Dodici negozi sono stati sequestrati.

Difatti, le “droghe profumate” venivano vendute sia attraverso distributori automatici o direttamente su internet. Se per il web non si scopre nulla di nuovo, siccome già da tempo  il commercio illegale delle droghe è sempre più in crescita, l’elemento nuovo è rappresentato proprio da questo spaccio nei distributori. Le droghe, infatti, venivano vendute in sportelli automatici, erboristerie o negozi adibiti alla vendita di  fertilizzati. Grazie al fatto che erano proposti come innocui profumatori ambientali, e non come derivati della cannabis, riuscivano ad eludere qualsiasi controllo, ed essere venduti 24 ore su 24, senza bisogno di chiamare il pusher di turno.

Ma cosa sono queste “droghe furbe”? Sono soprattutto due, quelle  più diffuse, il butilone e i suoi analoghi e il cannabinoide sintetico AM 694 e i suoi analoghi. Vere e proprio droghe pesanti, che hanno fatto registrare almeno 30  ricoveri per intossicazione negli ultimi due anni.

Questo il commento di Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento politiche antidroga: “Va sottolineato che le cosiddette droghe furbe tanto furbe non sono. In realtà si tratta di scarti della ricerca farmacologia e cioè prodotti chimici sintetici considerati dai ricercatori “spazzatura”, in quanto molto pericolosi per l’uomo e non utilizzabili per fini medici. E molti di questi prodotti sono addirittura “brevettati”. Così, proprio per evitare la connotazione positiva di queste droghe con il termine “furbe”, il Dpa ha proposto a livello europeo che tali dizione venga abbandonata utilizzandone un’altra molto più consona e cioè trash drugs, droghe spazzatura”.

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