Rivolta dei Forconi, danni per 50 milioni di euro all’agricoltura siciliana

di Gianni Monaco 22 Gennaio 2012 18:29

Ieri è stata sospesa la rivolta popolarare organizzata dal Movimento dei forconi e da Forza d’urto. Agricoltori, pescatori, allevatori e camionisti aspettano l’esito dell’incontro tra il governatore Lombardo e il premier Monti per per poi stabilire se e come proseguire la lotta. In Sicilia la protesta, a cui hanno aderito anche studenti e commercianti, è nata contro il caro benzina, che danneggia in modo particolare l’agricoltura, la pesca e i trasporti.

Per 5 giorni camioni, tir e trattori hanno presidiato i principali svincoli dell’isola, impedendo alle merci di passare. Da 24 ore ci sono code chilometriche per fare i rifornimenti di benzina. I danni all’agricoltura locale sono ingenti. Per la Coldiretti, in Sicilia si sono bruciati 50 milioni di euro. “Al danno economico immediato va aggiunta la perdita di credibilità con la grande distribuzione europea pronta a sostituire il prodotto Made in Italy con quello ortofrutticolo straniero“: è quanto sostiene l’associazione degli agricoltori. “Sugli scaffali dei supermercati della Sicilia e in quelli nazionali ed europei mancano i prodotti dell’Isola perché i mercati ortofrutticoli sono bloccati”. Stesso discorso per il latte e i fiori.

Ora si attende con ansia l’esito dell’incontro di Roma. Ma appare poco probabile che Lombardo possa strappare a Monti la diminuzione del costo dei carburanti per l’Isola. Intanto le polemiche sulle presunte infilitrazioni mafiose tra i forconi continuano.

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