Riparare il cuore con fili d’oro, oggi si può!

di Vincenzo Avagnale 26 Settembre 2011 12:48

Riparare il cuore con fili d’oro potrebbe sembrarvi un’assurdità, ma è proprio quello che hanno proposto di fare gli scienziati del Mit e del children’s Hospital di Boston.

Da molto tempo vengono studiate tecniche per coltivare tessuti cardiaci per sostituire quelli danneggiati da chi ha avuto un infarto o altre malattie cardiache, ad esempio circa un anno fa’ fu annunciato che si poteva alterare il dna dei maiali perchè crescessero con cuori quasi uguali a quelli umani onde poterli usare per il trapianto, ma spesso si incontrano delle difficoltà tecniche dovute alla natura particolare dell’organo. Non tutti sanno che le cellule cardiache vengono attraversate da complicate tensioni elettriche che ne regolano il funzionamento e di fatto ne determinano l’efficacia, fatto che rende molto complicato l’impianto di tessuti.

Per sostenere questi impianti sono necessarie delle impalcature che li sorreggano, ma non essendoci conduttività fra i tessuti impiantati e le impalcature con il resto del tessuto cardiaco queste operazioni falliscono. “Il cuore è un apparecchio elettrico molto complicato, i segnali elettrici devono poter attraversare le cellule affinchè queste siano in grado di battere all’unisono, altrimenti il tessuto non funzionerà a dovere” ha spiegato Daniel Kohane, professore del Mit.

La soluzione è stata proposta da Brian Timko, Tal Dvir e dal loro staff, i quali hanno deciso di usare un materiale particolare per risolvere questo problema: l’oro! ” Mi è venuto in mente che è abbastanza semplice produrre dei nanoconduttori d’oro, si possono produrre della lunghezza di un paio di micron, il che è più che sufficiente per attraversare le pareti dell’impalcatura” ha rivelato Timko spiegando perchè proprio l’oro e non il rame. Mettendo alla prova la sua idea i ricercatori hanno subito rilevato che in quel modo la trasmissione dei segnali migliorava sensibilmente e se prima il segnale viaggiava a qualche centinaia di micrometri adesso arrivava a diversi millimetri (distanze considerevoli se riportate alle piccole cellule del cuore).

Credo che anche altre persone possano trarre vantaggio da quest’idea. Cellule muscolari, costrutti vascolari e perfino il sistema nervoso… è un sistema semplice per avere un grande impatto sulla comunicazione cellulare. Un’idea davvero degna di nota!” Questo il commento di Charles Lieber, professore di chimica all’università di Harvard.

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