Il presidente del Consiglio Enrico Letta ha firmato la nomina di 35 esperti di diritto (fra cui 10 donne) che avranno funzione consultiva rispetto al governo per le riforme costituzionali. Gli esperti, che saranno ricevuti giovedรฌ al Quirinale, lavoreranno finchรจ non saranno le Camere ad approvare, probabilmente dopo l’estate, il disegno di legge che definirร l’iter delle modifiche alla Costituzione. Tra i componenti della Commissione, che rappresentano un pรฒ tutti gli orientamenti politici, troviamo politici come Luciano Violante del Pd, l’ex ministro Franco Frattini, del Pdl, e Francesco D’Onofrio dell‘Udc, accademici come il costituzionalista Michele Ainis e il politologo Angelo Panebianco, ma anche Valerio Onida e Giovanni Pitruzzella, giร fra i “saggi” del presidente Napolitano.
I tecnici stanno intanto cercando di rifinire il testo del disegno di legge costituzionale che traccierร la strada delle riforme. Il ddl dovrร ricalcare i contenuti della mozione di maggioranza approvata in Parlamento. Si starebbe inoltre cercando di assicurare un equilibrio fra tutti i gruppi parlamentari all’interno del “Comitato dei 40“, composto dai 20 deputati e 20 senatori che dovranno elaborare i testi. Questi testi potranno poi essere modificati in Parlamento da eventuali emendamenti, ma รจ probabile che giร nel ddl del governo sia scandito lo svolgimento dei lavori, per arrivare a dei risultati entro 18 mesi, come aveva chiesto anche il capo dello Stato. Al termine dei lavori ci sarร comunque la possibilitร di svolgere un referendum confermativo.
Sulle riforme รจ da registrare la posizione del segretario del Pd Guglielmo Epifani, che, nella prima direzione del suo mandato, ha indicato come prioritaria la legge elettorale, frenando perรฒ sul presidenzialismo. Fra le altre riforme necessarie, vi sarebbe il superamento del bicameralismo e la riforma del titolo V della Costituzione. Per Epifani,ย รจ necessario coinvolgere anche la base del partito “per giungere in tempi brevi a una proposta di riforma capace di ridare ai cittadini la possibilitร di scegliere i propri parlamentari, garantendo nello stesso tempo la governabilitร “. Il Parlamento, ha aggiunto, รจ “la sede della discussione” sulle riforme, mentre “governo e presidente della Repubblica devono essere lasciati fuori dalla mischia“.
La riforma del finanziamento pubblico ai partiti, secondo il segretario democratico, “รจ un passaggio ineludibile“, e sul disegno di legge dell’esecutivo in merito ha aggiunto: “penso che bisognerร correggerlo prevedendo un tetto per le donazioni e modificando il sistema del 2 per mille“. Quanto al governo, Epifani ha spiegato: “Dobbiamo fare i conti dal punto di vista politico con le posizioni di Silvio Berlusconi: stabilitร e minacce nel rapporto con il governo; le sentenze attese; il problema dell’affidabilitร nel rapporto tra problemi personali e interessi del Paese, sospesi tra due sentenze: quella della Corte Costituzionale e quella della Corte di Cassazione“. Sul congresso del partito, ha affermato invece: “Va tenuto nei tempi previsti, comunque entro l’anno“.








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