Renzi in Iraq: “Vinceremo i terroristi”. Parlamento, ok a invio armi

Il premier si è recato in missione lampo a Bagdad e a Erbil mentre le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato approvavano l'invio di armi ai curdi.

di Luca Fiorucci 21 Agosto 2014 10:36

Il presidente del consiglio Matteo Renzi si è recato ieri in missione lampo a Bagdad e a Erbil, in Iraq, in veste anche di presidente di turno della Ue, proprio mentre le Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato approvavano la risoluzione che sostiene il governo nell‘invio di armi ai curdi relativamente al conflitto in quel paese. A Bagdad Renzi ha incontrato il presidente Fouad Masoum, il premier incaricato di formare il nuovo governo Haider al-Abadi e il premier uscente Nour al-Maliki, e, rivolgendosi a quest’ultimo, ha affermato: “L’Europa in questi giorni deve essere qui, altrimenti non è Europa, perchè chi pensa che la Ue volti le spalle davanti ai massacri, impegnata solo a pensare allo spread, o sbaglia previsione o sbaglia semestre”. Il premier italiano ha inoltre espresso vicinanza al popolo iracheno, ricordando: “C’è uno spirito di amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi, oggi è’ arrivato il sesto aereo di aiuti umanitari”.

Incontrando il premier incaricato al-Abadi, Renzi ha inoltre sottolineato come occorra “individuare una strategia chiara per far uscire l’Iraq dalla violenza”, e come la formazione del nuovo governo di grande coalizione possa essere un’opportunità in tal senso. Il colloquio con al-Abadi si è concentrato soprattutto sulle questioni della sicurezza e della lotta al terrorismo, con riferimento anche al brutale assassinio del giornalista americano James Foley. A Erbil, capitale del Kurdistan iracheno, Renzi ha visitato un campo profughi ed incontrato il presidente della regione autonoma Massud Barzani, che si è detto preoccupato “per la tragedia umanitaria dei profughi”, e al quale il premier italiano ha assicurato:Nella battaglia contro il terrorismo l’Europa sa da che parte stare, come ha dimostrato nel recente consiglio Affari Esteri a Bruxelles. Quindi questa battaglia noi la vinceremo, voi la vincerete”

Intanto al Senato l’ok agli aiuti militari ai curdi è arrivato con 27 voti favorevoli e 4 contrari, nessun astenuto, mentre alla Camera i si sono stati 56 e i voti contrari 13; sono state quindi bocciate le altre due mozioni, del Movimento 5 Stelle e di Sel, contrarie all’invio degli armamenti. L’Italia dunque fornirà, in breve tempo e in raccordo con il governo iracheno, armamenti leggeri e munizioni ai curdi che combattono contro gli jihadisti dell’Isis. Il ministro degli Esteri Federica Mogherini e il ministro della Difesa Roberta Pinotti sono intervenute alla seduta congiunta delle commissioni Difesa ed Esteri di Camera e Senato in cui si discuteva l’atteggiamento che l’Italia deve tenere riguardo alla situazione in Iraq e in Siria.

 I due ministri hanno definito indispensabile” l’invio di armi e munizioni ai peshmerga curdi. La Mogherini ha sottolineato che in Iraq “è a rischio la vita di civili, cristiani, yazidi, musulmani: è un dovere politico, ma soprattutto morale, rispondere a un dramma umanitario. Il mediterraneo e il medioriente sono scossi da una minaccia che, si, riguarda anche l’Europa e, si, riguarda anche l’Italia. Il ministro della Difesa ha invece spiegato: “In Iraq è in corso una gravissima crisi umanitaria e una compromissione della sicurezza regionale”, e l’Italia “non è sola nella difesa di popolazioni inermi perché già altri Paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Germania si sono attivati”.

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