Omicidio Melania Rea, la sentenza: ergastolo per Salvatore Parolisi

Il giudice Marina Tommolini ha accolto la richiesta dell'accusa dopo quattro ore di camera di consiglio.

di Daniela Santoni 26 Ottobre 2012 20:43

Tutta la vita dietro le sbarre. In una parola ergastolo per Salvatore Parolisi accusato di aver ucciso con oltre 30 coltellate la moglie Melania Rea il 18 aprile del 2011 nel bosco di Ripe di Civitella (Teramo). La sentenza è arrivata poco prima delle otto al termine di una giornata piuttosto lunga. Il giudice si era chiuso in camera di consiglio intorno alle 16 dopo aver ascoltato le requisitorie di entrambe le parti: accusa e difesa. La sentenza arrivata con il rito abbreviato, è stata emessa dal gup Marina Tommolini dopo circa quattro ore di camera di consiglio. Gli avvocati dell’imputato avevano chiesto l’assoluzione con formula piena.

Fuori dal tribunale tanta gente ad attendere la sentenza, tante giovani donne giunte lì per gridare in faccia il loro disprezzo all’imputato. Mentre un applauso ha accompagnato l’uscita della famiglia Rea, per la compostezza con cui ha gestito l’intera vicenda.

Salvatore Parolisi non ha assistito alla lettura della sentenza che lo ha condannato al carcere a vita per l’omicidio della moglie Melania Rea. La circostanza è stata riferita da chi era presente in Aula: quando il giudice ha iniziato a leggere il dispositivo di condanna Parolisi non era stato ancora portato in Aula. A quel punto la lettura è stata interrotta e il caporale è stato fatto salire ma quando gli è stato chiesto se voleva assistere alla lettura del verdetto, ormai chiaro, ha detto no.

Parolisi in carcere dal 18 luglio 2011, quando la competenza sulle indagini era ancora della Procura di Ascoli Piceno fu raggiunto, il 2 agosto dello stesso anno, da analoga misura restrittiva emessa dal gip di Teramo Giovanni Cirillo. Da allora è detenuto nel carcere Castrogno del capoluogo. A Salvatore Parolisi sono state comminate tutte le sanzioni accessorie, dall’interdizione perpetua dai pubblici uffici alla perdita della patria potestà genitoriale. E anche “al pagamento della provvisionale di un milione di euro per la figlia Vittoria, 500mila per i genitori di Melania”, come ha confermato l’avvocato che assiste la famiglia Rea, Mauro Gionni.

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