Processo Mills, Berlusconi: “Ho la coscienza pulita. I Magistrati contro di me”

All'indomani della richiesta a 5 anni di carcere per i fatti inerenti il caso Mills, Silvio Berlusconi deicide di "tornare in campo" per difendersi dalle ultime accuse. Così stamani scrive sia una lettera a "Il Giornale", e interviene anche alla "Telefonata" di Belpietro.

di Massimiliano Dramis 16 Febbraio 2012 11:55

All’indomani della richiesta da parte del pm della Procura di Milano Fabio De Pasquale, di condanna a 5 anni di carcere per Silvio Berlusconi per il processo Mills, l’ex Premier non ha tardato a manifestare il suo pensiero riguardo i suoi ultimi accadimenti-aggiornamenti giudiziari.

Il Cavaliere, ha così deciso d’ intervenire usufruendo sia del quotidiano di famiglia,  Il Giornale, sia intervenendo alla trasmissione in onda su Mediaset, Mattino 5, con la Telefonata di Belpietro. Innanzitutto, ha scritto una lettera al quotidiano “Il Giornale” di Sallusti, che è stata pubblicata stamani in prima pagina. Ecco ciò che ha affermato: “Ho la coscienza di aver servito in questi anni con tutte le mie forze il mio Paese, e ne sono ripagato con un accanimento da parte di alcuni magistrati di Milano che non ha eguali nella storia. Si vuole distruggere fino in fondo la mia immagine di uomo, di imprenditore e di politico, solo io posso sapere quanto male ho subito e continuo a subire per avere scelto la strada dell’impegno politico.

Al termine di una vita di lavoro indefesso sia nella mia professione di imprenditore e in seguito nell’impegno politico, sono trattato peggio di un delinquente, con accuse che non trovano corrispondenza nei fatti e che sono state smentite nel corso del processo dibattimentale. La decisione di impegnarmi nella vita pubblica, cercando di trasformare e di cambiare l’Italia, non mi è stata mai perdonata da tutti quei poteri che si sono visti insidiati nei loro interessi e nelle loro ambizioni.

Quello che più mi amareggia in questo momento  è di constatare fino a che punto la giustizia può essere piegata a pregiudizi di carattere politico e ideologico. Ripeto: solo chi malauguratamente ha la sventura di entrare nel tunnel della mala giustizia può immaginare l’incubo che si sperimenta, la sofferenza che si prova a finire nell’ingranaggio disumano di una giustizia che sembra non rispondere più alle leggi, ai principi fondamentali del nostro ordinamento liberale, alle prove e ai fatti che emergono nel corso dello stesso procedimento”.

Alla Telefonata di Belpietro invece, Berlusconi ha voluto chiarire il suo pensiero riguardo l’altra grana giudiziaria che al momento lo vedo coinvolto, e cioè il processo Ruby: “È un procedimento che non doveva neppure iniziare, anche perché ‘a stessa Ruby ha sempre negato ciò di cui mi si accusa. Siamo a Milano la procura che ha dimostrato in tutti i modi possibili l’accanimento contro di me, ma io mi difenderò”.

Si attendono ora le risposte a queste “nuove invettive” dell’ex Premier verso i suoi eterni rivali, le “toghe rosse”.

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