Picchia il figlio con il battipanni e lo manda in ospedale

Non ci sono scusanti questa volta per il pregiudicato che ieri a Saronno ha preso a cinghiate e poi picchiato col battipanni il povero figlioletto di 7 anni a cui ha causato diverse ferite fra cui un trauma cranico.

di Vincenzo Avagnale 17 Novembre 2011 15:16

L’uomo è conosciuto nel quartiere ed in generale dalle forze dell’ordine come un uomo violento e facile all’ira. Si è inoltre macchiato di diversi reati, fra cui anche furto ed aggressione a mano armata e resistenza all’arresto. L’uomo di 43 anni, originario del varesino, si è arrabbiato quando tornando da scuola il figlio di appena 7 anni aveva portato una nota di biasimo dall’insegnante in cui si lamentava che i compiti non erano stati svolti regolarmente.

Secondo la ricostruzione ottenuta dalle parole della madre in lacrime l’uomo si sarebbe indisposto al silenzio del figlio, che aveva angariato con minacce su cosa gli avrebbe fatto se il suo rendimento scolastico non fosse migliorato, ed avrebbe cominciato a picchiarlo. All’inizio a mani nude, poi con una cintura ed infine con un battipanni.

Il corpicino del figlio si è coperto di contusioni prima che l’uomo si rendesse conto di quello che aveva fatto e ritrovasse quel po’ di ragione che ci voleva a portarlo in ospedale, dove al di sotto dei traumi più leggeri gli hanno riscontrato alcune ossa rotte ed un trauma cranico.

Gli operatori sanitari hanno quindi chiamato i carabinieri ed il pluripregiudicato 43enne è stato allora arrestato per maltrattamenti, lesioni, abuso dei mezzi di correzione e violenze. Secondo gli interrogatori le angherie dell’uomo continuavano da tempo sia sul figlio che sulla moglie, che non trovava il coraggio di parlare. I servizi sociali seguiranno d’ora in poi la famiglia ed è molto probabile che oltre a parecchi anni di galera verrà emessa un’ordinanza restrittiva per tenere lontano l’uomo dalla sua famiglia.

I casi come questo purtroppo non sono rari ed è molto difficile per le mogli di questi violenti denunciare i propri mariti, sia perché ne sono innamorate, sia perché temono la vergogna che coprirebbe loro e la loro famiglia mettendo in pubblico questo genere di problematiche.

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