Parigi, lo Sciacallo torna alla sbarra: uccise 2000 persone

Ilich Ramirez Sanchez, questo il nome che il giudice parigino ha chiesto al terrorista, ma lui per tutta risposta ha dato come proprie generalità: "rivoluzionario professionista".

di Vincenzo Avagnale 8 Novembre 2011 15:43

Ilich Ramirez Sanchez è uno spietato terrorista venezuelano che è stato accusato dai giudici francesi di quattro attentati che causarono ben 11 vittime. Secondo un’intervista del quotidiano “le Mond”, che ha shoccato molti degli abitanti d’oltralpe, avrebbe in realtà “collezionato” e rivendicato con orgoglio fra i 1500 ed i 2000 morti.

Quando nell’aula è calato il silenzio affinché il giudice chiedesse all’imputato le generalità il venezuelano ha risposto con aria strafottente: “sono un rivoluzionario di professione”. Sfrontato anche di fronte alla giustiza lo “sciacallo”, che oggi è stato portato di fronte alla Corte d’Assise di Parigi.

Ha un aspetto rilassato e barba bianca ben curata, jeans e giacca blue. Carlos “lo sciacallo” si è presentato in aula seguito da una sessantina di giornalisti, con un evidente compiacimento per l’attenzione dei media. In aula è stato presente anche il comico francese Diedonne Mbala Mbala, attivista vicino ai circoli di destra e convinto antisemita che ha chiesto che al “comandante Carlos” venga permesso di tornare il Venezuela.

Il terrorista è stato accusato di 4 attentati commessi in Francia fra il 1982 ed il 1994, con la morte di circa 11 persone, fra cui civili ed agenti del servizio segreto francese. La Francia ha sempre avuto una tendenza alla “tolleranza” per i terroristi (specialmente quelli italiani fuggiti oltre le Alpi) considerata poco piacevoli dalla diplomazia internazionale. Chissà se adesso che processano un simile assassino che ha operato sul loro territorio saranno più decisi oppure se opteranno per la loro proverbiale “apertura” per i “perseguitati politici”.

Teoricamente, la presenza di una documentazione dettagliata e risalente anche ormai a 40 anni fa’, ma anche la presenza di testimoni e di ex colleghi di questo stragista renderebbero certa la condanna, che il pubblico francese attende come alle soglie della ghigliottina di Luigi XVIII. Il problema sono gli appoggi politici dello “sciacallo”, che ha dimostrato di venire aiutato a livelli insospettabili nel corso della sua lunga e prolifica carriera di assassino.

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