Obama: “Nessun dittatore ci imporrà la censura”

Il presidente americano nella conferenza stampa di fine anno ha parlato dell'attacco hacker alla Sony, dei rapporti con Cuba e dell'economia statunitense.

di Luca Fiorucci 20 dicembre 2014 1:54

Si è tenuta venerdì sera la conferenza stampa di fine anno del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ha dapprima parlato del recente attacco informatico alla Sony, condotto, secondo l’Fbi, dalla Corea del Nord: “Risponderemo in modo proporzionale, nei tempi e modi che stabiliremo” ha affermato Obama. Per il presidente, però, lo studio ha “sbagliato a ritirare” “The Interview”, il film che prende in giro il regime dittatoriale nordcoreano e il suo leader Kim Jong-Un, dopo che gli hacker avevano minacciato un attentato terroristico di vaste proporzioni: “Nessun dittatore imporrà la censura agli Stati Uniti. Avrei preferito che la Sony avesse parlato con me prima di prendere la decisione di non fare uscire il film” ha aggiunto, spiegando di comprendere, comunque, le loro preoccupazioni.

Obama ha detto anche che si sta pensando a promulgare una nuova legge per il web. L’amministratore delegato della Sony Michael Lynton, in una intervista alla Cnn, ha spiegato di non aver “avuto alternative” alla cancellazione del film. Il presidente americano ha parlato inoltre di politica estera, spiegando innanzitutto che “Cuba è ancora un regime che opprime il suo popolo, e comprendo le preoccupazioni degli attivisti per i diritti umani. Ma questa è un’opportunità per cambiare“. Per Obama non ci si può aspettare che a Cuba cambi tutto “nel corso di una notte“, ma tutto il sistema politico americano deve andare incontro a questo cambiamento, iniziando con lo sblocco dell’embargo.

Il presidente ha ammesso che l’economia cubana “non funziona” e che il governo de L’Avana potrebbe prendere in futuro decisioni che potrebbero risultare “profondamente problematiche” e peggiorare i rapporti tra i due paesi, ma, ha spiegato, ciò è vero anche per molte nazioni con le quali gli Stati Uniti intrattengono normali relazioni diplomatiche. Obama ha quindi espresso quasi un desiderio aggiungendo: “Non è ancora il tempo di parlare di un mio viaggio a Cuba. Ma sono ancora abbastanza giovane, e immagino che un giorno ci andrò…”

Il presidente ha poi tracciato un bilancio dell’anno che si sta concludendo, durante il quale, ha spiegato, “l’America ha fatto grandi passi avanti, soprattutto sul fronte dell’economia e dell’occupazione. Ma anche sul fronte delle crisi internazionali, dell’ambiente e del sistema giudiziario”. Obama ha quindi sottolineato che la ripresa c’è e l’economia americana è andata anche meglio di quelle del resto del mondo, e ha preso per l’anno prossimo l’impegno di aumentare i salari e promulgare, malgrado il congresso a maggioranza repubblicana, una riforma del sistema fiscale che vada verso una maggiore equità sociale.

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