New York, in migliaia senza casa e al freddo

Le temperature sono sotto lo zero ed è prevista una nuova perturbazione, mentre l'elettricità manca ancora in diverse zone. Ecco il punto della situazione.

di Elena Arrisico 5 novembre 2012 12:29

Migliaia di persone sono ancora senza casa e al freddo, dopo il passaggio dell’uragano Sandy che ha devastato gli USA nei giorni scorsi e che ha provocato oltre 100 morti.

Il problema maggiore è che pensiamo che decine di migliaia di newyorchesi, colpiti dall’uragano Sandy, dovranno essere sistemati in nuove case; le persone bisognose sono da 30 a 40 mila“.

Ha dichiarato in conferenza stampa Michael Bloomberg, sindaco di New York. Tantissime famiglie, infatti, sono ancora senza carburante ed energia elettrica:

Nello stato di New York, ancora 603 mila persone sono prive di elettricità. Comincia a fare freddo e molte persone vivono in case che sono inabitabili. Abbiamo decine di migliaia di persone che hanno bisogno di una soluzione immediata. Ci sono dei miglioramenti, ma le difficoltà continuano. Bisogna aver pazienza“.

Ha dichiarato il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo. Il freddo, infatti, più forte che mai, ha raggiunto la città di New York nella giornata di ieri. Il sindaco Bloomberg ha insistito, ancora una volta, sulla gravità della situazione, paragonandola addirittura a quella di New Orleans – in Louisiana – dove, nel 2005, l’uragano Katrina provocò morte e distruzione.

Il blackout, intanto, prosegue e riguarda circa 700 mila persone nello stato di New York ed oltre 1 milione in New Jersey. La notte, le temperature scendono sotto lo zero e, per la metà di questa settimana, è prevista una nuova perturbazione, con venti violenti e possibili nuove inondazioni; per questo motivo, il sindaco della City invita tutte le persone rimaste senza elettricità a raggiungere i centri di accoglienza: “Il freddo può uccidere“, ha dichiarato.

Intanto, nelle stazioni di benzina – dove viene imposto un rifornimento massimo di 30 dollari per macchina – ci sono code di automobilisti che attendono in coda da ore; mentre i servizi cittadini forniscono scorte di acqua, cibo, coperte, batterie per lampade tascabili e latte per i neonati.

Molti sono i volontari al lavoro nei quartieri più devastati – Rockaways, Queens e Staten Island – ma alcune scuole dovrebbero riaprire già da oggi: “Vestite i vostri figli con indumenti caldi: le aule saranno fredde, senza riscaldamento“, ha spiegato Michael Bloomberg.

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