Napoli, boss “pentito” in prima pagina, famiglia e clan irrompono in redazione

di Simona Vitale 2 Ottobre 2011 12:39

Il quotidiano Metropolis, diffuso nelle province di Napoli e di Salerno, ha denunciato un grave atto di intimidazione, dopo la pubblicazione di notizie riguardanti Salvatore Belviso, esponente del clan D’Alessandro ed attualmente in carcere.

Ieri mattina l’edizione Sud del quotidiano in prima pagina riportava la notizia delle nozze in carcere di Belviso, definito, tra l’altro “pentito”. Belviso era stato fermato il 10 ottobre del 2009 con l’accusa di essere uno dei presunti autori dell’omicidio di Luigi Tommasino, il consigliere comunale del Pd ucciso il 3 febbraio del 2009 a Castellamare di Stabia (Na).

Immediatamente, intorno alle 6:30 del mattino, alcuni familiari dell’uomo si sono recati alla redazione del quotidiano per “chiedere” di ritirare il giornale e la messa in onda della prima pagina contenente la notizia delle nozze dell’uomo nella rassegna stampa di Metropolis Tv.

Nel frattempo alcune persone si sono recate nelle edicole di Castellamare di Stabia, strappando le locandine ed “invitando” i giornalai a non vendere il quotidiano “incriminato”.

Probabilmente alla famiglia e agli amici di Belviso, nonn è andata giù la “pubblicità” della notizia delle nozze dell’uomo e soprattutto del suo pentimento.

L’episodio, è stato denunciato da  Giuseppe Del Gaudio, responsabile di Metropolis, ai carabinieri del Comando di Torre Annunziata che hanno aperto un’inchiesta. Questo gesto mira a violare la libertà di stampa, che come sappiamo è costituzionalmente garantita all’art. 21 e pertanto rappresenta un fatto gravissimo.

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