M5S, sfiduciata anche la senatrice Fucksia

La senatrice è stata sfiduciata dal meet-up di Fabriano dopo aver rilasciato un'intervista dove esprimeva dubbi sul voto di sfiducia verso il senatore Pepe.

di Luca Fiorucci 12 marzo 2014 7:08
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Continuano le espulsioni di parlamentari all’interno del Movimento 5 Stelle, dove ieri è toccato alla senatrice Serenella Fucksia, sfiduciata dal meet-up di Fabriano, in provincia di Ancona. Meet-up, ovverosia gruppo di riferimento sul territorio, che ha fatto sapere: “Non saremo noi a chiedere la sua espulsione, non saremo noi a darle questa soddisfazione. Deve essere però chiaro che da questo momento noi riteniamo che la Fucksia non possa essere più considerata una portavoce, concetto che comunque le è stato estraneo da sempre”.

La senatrice, proprio nella mattinata di martedì, aveva rilasciato un‘intervista al “Fatto Quotidiano” nel quale esprimeva dubbi sulle vere cause del voto di sfiducia espresso nei giorni scorsi dal meet-up di Napoli nei confronti del senatore Bartolomeo Pepe: “Gelosie di territorio nate per la nomina a presidente della Commissione d’inchiesta sui rifiuti? E’ questa la ricostruzione dei giornalisti? Confermo, ci hanno visto lungo” aveva detto. Per poi aggiungere: “Bisogna confrontarsi, non può essere che tre al Senato e tre alla Camera decidano per tutti, o comanda chi fa parte di una Commissione, ma non ha le competenze in materia. Il problema non sono mica Grillo e Casaleggio, sono le persone senza sale in zucca“. 

Parole che non sono piaciute al meet-up di Fabriano, che ha preso immediatamente le distanze dalla Fucksia, sostenendo che “non possono essere accettate le illazioni lanciate sul caso dell’ipotizzato avvio di espulsione del senatore Pepe e l’accusa di incompetenza rivolta agli altri senatori del gruppo”. Gli attivisti hanno inoltre sottolineato che “lei è l’unica a non aver rendicontato le spese”. La senatrice, più tardi, si è scusata su Facebook, dicendo che si era trattato semplicemente di “uno sfogo”. Il senatore Pepe, invece, non vuole arrendersi, e ha annunciato battaglia: “Non soltanto mi difenderò, ma proporrò anche alcuni interessanti spunti di riflessione. I colleghi sappiano che non mi consegnerò senza lottare.

Secondo Pepe, infatti, si tratta di un’operazione orchestrata dal suo collega alla Camera e corregionale Roberto Fico, e dalla senatrice Wilma Moronese: “Non gli attivisti, ma loro hanno deciso di sfiduciarmi”, spiega. A provocare lo scambio di accuse tra i grillini napoletani potrebbero essere state le indiscrezioni fornite ai quotidiani locali slle spese per i collaboratori di alcuni parlamentari campani, che si sospetta siano state fatte trapelare dallo stesso Pepe. Giovedì si terrà la consueta assemblea dei senatori, e, anche se la questione non è all’ordine del giorno, essi probabilmente decideranno se cacciare i loro colleghi. A rischiare sarebbe anche Michele Giarrusso, nei confronti del quale non è stata avviata nessuna procedura, ma che è finito sotto attacco in un post sul blog di Beppe Grillo.

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