Scoperta Lesula, la scimmia dal volto umano

Con i suoi arti lunghi e il corpo alquanto sottile, ciò che però colpisce di un esemplare di Cercopithecus lomamiensis è la sua espressione umana.

di Simona Vitale 13 Settembre 2012 16:46

Una nuova sensazionale scoperta che ci giunge dal mondo degli animali. Siamo in Congo, dove nella fitta vegetazione della foresta pluviale, John e Terese Hart hanno presentato al mondo il nuovo primate scoperto dai ricercatori della Fondazione Lukuru del Congo e del Museo Peabody degli Stati Uniti, insieme ai colleghi di diverse istituzioni di entrambi i paesi. Dopo 5 anni di ricerche e di osservazione conosciamo Lesula o Cercopithecus lomamiensis. Con i suoi arti lunghi e il corpo alquanto sottile, ciò che però colpisce di Lesula è per lo più l’espressione quasi umana del suo volto.

L’ultimo nuovo tipo di scimmia scoperta in Africa risaliva, ormai, a più di 28 anni fa. Gli scienziati hanno osservato un totale di 48 esemplari, che vivono in un’area di circa 17 mila chilometri quadrati di giungla nei pressi del bacino del fiume Lomami. Il gruppo di scienziati era entrato in contatto con la scimmia per la prima volta nella città di Opala, nel 2007, dove il preside di una scuola elementare ne teneva in cattività un esemplare femmina.

Secondo quanto detto dall’antropologo Andrew Burrell della New York University che ha partecipato allo studio, la scoperta dell’esistenza di Lesula potrebbe essere solo la prima in questa foresta pluviale poco conosciuta. Il Lesula sembra assomigliare molto alla scimmia faccia di gufo (Cercopithecus hamlyni) ma, sebbene alcune caratteristiche siano comuni come il pelo, in realtà le due specie differiscono l’uno dall’altra notevolmente, come hanno dimostrato anche i test del DNA che sono stati effettuati sui due esemplari.

Anche se la scoperta di questo nuovo primate è avvenuta solo ora,  il rischio di estinzione per il Lesula esiste purtroppo. Questo perché, sebbene nella centrale della Repubblica del Congo, dove vive il Lesula, non soffra dell’espansione degli insediamenti umani o minerari, è comunque preda della caccia delle popolazioni locali che si nutrono della sua carne. Hart e i suoi collaboratori propongono  quindi di istituire un Parco Nazionale del Lomami, per tutelarne l’incolumità e regolarne la caccia.

Fonte immagini: PLoS ONE

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