Legge di stabilità, verso la fiducia su un maxiemendamento

Entro stasera dovrebbe tenersi il voto di fiducia, sul testo originario del governo o su un maxiemendamento che recepisce le modifiche.

di Luca Fiorucci 26 Novembre 2013 15:36

La Commissione Bilancio del Senato ha approvato stanotte alle 2.30 il testo della legge di stabilità, ma senza dare il mandato al relatore, per cui in teoria verrebbero meno tutte le modifiche apportate finora, che il governo però vorrebbe recuperare con un maxiemendamento, su cui porrà la fiducia. Non è ancora chiaro, però, su quale testo e con quali tempi verrà posta la fiducia, se sul testo originario del governo o, come sembra più probabile, su un maxiemendamento nel quale l’esecutivo recepirebbe le proposte di modifica approvate o anche solo presentate in Commissione Bilancio. Il governo vorrebbe arrivare al voto di fiducia entro stasera, per non sovrapporre la legge di stabilità al voto sulla decadenza di Berlusconi da senatore, che si dovrebbe tenere domani.

A Palazzo Madama, molti accusano Forza Italia e Lega di fare ostruzionismo proprio per allungare i tempi in modo da giungere a ridosso del voto sulla decadenza e farlo slittare, ma da Forza Italia respingono le accuse: “E’ il governo che ha allungato i tempi, presentando l’emendamento sulla casa in ritardo”. Il ministro per i rapporti con il Parlamento Dario Franceschini ha spiegato invece che la fiducia è “necessaria non soltanto per garantire i tempi di approvazione ma anche per verificare politicamente, con chiarezza e senza ambiguità, nel luogo proprio e sull’atto più importante, il rapporto fiduciario tra governo e maggioranza parlamentare”. Il premier Enrico Letta, però, si mostra ottimista sulla tenuta dell’esecutivo: “Andrà tutto bene” ha affermato.

Ma per il capogruppo leghista in Senato Massimo Bitonci, Letta e il suo governo devono prendere atto che “non esiste più una maggioranza. Non si è ancora capito, invece, come voterà Forza Italia, visto che Berlusconi ha affermato: “Facciamo la riunione dei gruppi per giudicare quello che finalmente potremo conoscere“. Intanto, l’esecutivo cerca di risolvere le ultime questioni, a cominciare da quelle riguardanti la tassa sulla casa: sparisce infatti la Trise, e arriva la Iuc, imposta unica comunale, divisa sempre in tre parti: l‘Imu, da cui però saranno esentate le prime case non di lusso, la Tari sulla raccolta dei rifiuti e la Tasi sui servizi indivisibili.

Plaude a queste modifiche il Pd, con Francesco Boccia che ha affermato: “Ci sarà solo la Iuc, nel senso che tutte quelle che c’erano non ci saranno più. Ce ne sarà solo una”. Critica invece Forza Italia: per Renato Brunetta, “sulla casa il governo ha presentato un testo che è un imbroglio, un imbroglio bello e buono”. Quanto alle altre misure previste dalla legge di stabilità, è saltata la rivalutazione delle pensioni fino a duemila euro, mentre per le spiaggie non vi sarà una vendita, ma semplicemente la possibilità di rivedere le concessioni ascoltando la Ue o coinvolgendo nei progetti le regioni. Anche i sindacati, però, rimangono critici: per la leader della Cgil Susanna Camusso, nella legge di stabilità “manca il cuore. Il Paese deve ripartire con più risorse al lavoro”.

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