L’asteroide 2011 AG5 potrebbe colpire la Terra il 5 febbraio 2040

Il 5 febbraio 2040 l'asteroide 2011 AG5 potrebbe colpire la Terra. Secondo la cosiddetta Scala Torino che valuta i rischi d'impatto, la possibilità che il corpo tocchi il nostro Pianeta è 1 su 625.

di Simona Vitale 3 marzo 2012 19:25

L’immensità dello spazio con la sua ricchezza di corpi celesti e pianeti torna a far paura. Abbiamo ancora un pò di tempo a nostra disposizione; sembra infatti che un asteroide, battezzato con il nome 2011 AG5 sfiorerà la Terra il 5 febbraio 2040. Com’era prevedibile il popolo del web si è già allarmato, mentre gli scienziati della NASA si mostrano alquanto cauti sulla possibilità effettiva che l’asteroide venga a colpire il nostro Pianeta. 

La conoscenza dell’asteroide, in base alle poche notizie che sono oggi in nostro possesso, sembra troppo scarna per stabilire quale sarà il suo effettivo comportamento. In fondo, 2011 AG5 è solamente uno degli 8.744 oggetti spaziali che possono avvicinarsi pericolosamente alla Terra e che vengono chiamati Near Earth Objects (Neo). L’asteroide è stato scoperto l’8 gennaio 2011 dagli astronomi dell’osservatorio di Mount Lemmon in Arizona, ha un diametro di 140 metri seguendo un’orbita che non è perfettamente descrivibile usando i normali telescopi terrestri. Il tutto rende dunque impossibili previsioni certe sul suo impatto con il nostro Pianeta.

Secondo la cosiddetta Scala Torino che valuta i rischi d’impatto, la possibilità che il corpo tocchi la Terra nel 2040 è circa 1 su 625. “2011 AG5 è l’oggetto che, secondo le valutazioni odierne, ha le più alte probabilità di impattare con la Terra nel 2040. Tuttavia finora abbiamo studiato bene soltanto la metà della sua orbita, quindi non abbiamo una completa sicurezza sulle conclusioni alle quali ci hanno portato i calcoli” ha precisato Detlef Koschny della divisione missioni nel sistema solare del centro Estec dell’Esa a Noordwijk (Olanda).

“Nel settembre del 2013 avremo l’opportunità di fare ulteriori osservazioni di 2011 AG5 quando si troverà in un raggio di 147 milioni di chilometri dalla Terra. Sarà un’occasione per osservare questo sasso spaziale e per definire meglio la sua orbita. Siccome l’impatto con un asteroide di queste dimensioni è un evento estremamente raro, mi aspetto che saremo capaci di ridimensionare drasticamente o di escludere del tutto la possibilità di un impatto per il prossimo futuro”  ha spiegato Don Yeomans, direttore del Near-Earth Object Program Office della Nasa presso il Jet Propulsion Laboratory (Jpl) a Pasadena, in California. 

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