La grandezza del cervello dipende dal numero di amici su Facebook: lo affermano degli studi

Le dimensioni del nostro cervello dipenderebbero dalla quantità di contatti che abbiamo su Facebook, anche se potrebbe essere anche l'inverso. Due ricerche mostrano, infatti, la correlazione che c'è tra i due ambiti.

di Daniela Caruso 26 Novembre 2011 13:09

Facebook sta ‘invadendo’ ogni ambito della nostra vita quotidiana: dagli eventi alle manifestazioni, organizzati direttamente in rete, fino alla comunicazione interpersonale, gestita quasi interamente tramite messaggi e chat istantanee. Tale penetrazione del social network si insinuerebbe, anche, nelle configurazioni del nostro cervello. Ebbene sì: vi raccontiamo di uno studio che potrebbe rivoluzionare il nostro modo di rapportarci ai social network.

Alcune aree del nostro cervello sarebbero più o meno grandi a seconda di quanti contatti abbiamo su Facebook. Secondo un gruppo di ricercatori inglesi dell’University College of London, è ancora difficile stabilire se siano le dimensioni di queste aree cerebrali a determinare la quantità di contatti o se sia il numero di contatti a stimolare tali aree del cervello. Ci potrebbe essere una correlazione tra i due fattori, che potrebbero influenzarsi a vicenda e non essere il prodotto di una relazione di causa-effetto. Lo studio portato avanti da questi studiosi è stato denominato Proceedings of the Royal Society B, in cui si evince che, il network reale di amicizie di un individuo, è tanto ampio quanti sono i contatti sui social network.

Ben 165 studenti iscritti a Facebook hanno partecipato all’esperimento neuro-cognitivo dell’UCL Institute of Cognitive Neuroscience e del Wellcome Trust for Neuroimaging. I ragazzi sono stati sottoposti a scansioni cerebrali messe a paragone con la loro rete di contatti sul social network di Zuckerberg. La materia grigia era presente in quantità elevata negli individui che avevano un’ampia rete di amicizie su Facebook. La grandezza di altre tre aree cerebrali, invece, è correlata direttamente al numero di amici che si hanno su Facebook. Il dottor Rees spiega che tali risultati “supportano l’idea che la maggior parte degli utenti di Facebook utilizzi il sito per sostenere relazioni sociali già esistenti o per rafforzare queste amicizie, piuttosto che per la creazione di nuove reti di contatti completamente nuove”. 

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