La casta dei diplomatici ci costa lo 0,1% del Pil

Di loro non si parla mai, eppure i privilegi spesso superano quelli che hanno i politici. Un ambasciatore può guadagnare anche 300mila euro l'anno: più di Angela Merkel, Sarkozy e Medvedev messi insieme.

di Gianni Monaco 10 Dicembre 2011 13:13

E’ una della tante caste italiane foraggiate dallo Stato. E’ anche una delle più potenti. Eppure non se ne parla mai e l’attenzione si concentra quasi tutta sugli enormi privilegi della classe politica. Stiamo parlando dei diplomatici. “Questo è un mondo in parte sconosciuto al Parlamento nel quale si annidano antichi privilegi, inefficienze, sprechi, nomine poco trasparenti”, ha denunciato il senatore del Pd Claudio Micheloni. “Ancora non sappiamo chi nomina chi, perché diamo tanti soldi a taluni e non ad altri. Ci sono situazioni oltre il limite come le retribuzioni per incarichi da autista che arrivano a seimila euro al mese”.

I diplomatici italiani sparsi in giro per il mondo ci costano ogni anno circa 1,7 miliardi di euro: una cifra assolutamente mostruosa, che vale 0,1% del Prodotto Interno Lordo.

Stando a quanto scrive Il Fatto Quotidiano, il dirigente di un Istituto italiano di Cultura può guadagnare anche 15mila euro al mese. Se considerate come il alcuni Stati lo stipendio medio è di 2-300 euro al mese, capite presto come molti diplomatici possano condurre una vita da nababbi.

Ma i compensi per i nostri eroi possono essere anche più alti di quelli sopra citati. Un ambasciatore italiano – stando sempre alle stime del giornale di Padellaro – guadagna circa 300mila euro esentasse, “più il fitto per la residenza, più la macchina di servizio, più maggiorazioni se con moglie e figli a carico, più indennità di prima sistemazione, spese di trasloco, stipendio metropolitano”. Benefici clamorosi, specie se paragonati a quelli dei capi di stato stranieri: il francese Sarkozy ogni mese percepisce 6.600 euro; il presidente della Russia  Medvedev guadagna 4.860 euro; la cancelliera tedesca Merkel si ferma a 9mila.

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