Julian Assange ha ormai solo l’appello fra sè ed il tribunale in Svezia

Il visionario fondatore ed hacker di Wikileaks è costretto ad appellarsi alla corte suprema inglese, altrimenti dovrà essere estradato in Svezia, dove è accusato di infamanti reati sessuali.

di Vincenzo Avagnale 3 Novembre 2011 11:30

Il fondatore di Wikileaks, Julian Assange, dovrà giocare come ultima carta per evitare i tribunali svedesi l’appello alla Corte Suprema inglese, altrimenti per le aule britanniche, che hanno autorizzato l’estradizione, deve essere mandato nel paese scandinavo per essere giudicato.

La Royal Court of Justice avrà tre settimane di tempo, una volta presentato l’appello dai legali di Assange, per valutare se trasmettere o meno il caso alla Corte Suprema. Se i giudici respingeranno le argomentazioni del fondatore di Wikileaks, secondo cui il suo è solo un caso di attacco politico il cui mandante sarebbero gli Stati Uniti, per lui sarà finita e dovrà andare in Svezia.

La corte ha infatti già bocciato il ricorso di Assange contro l’estradizione in Svezia per essere interrogato sui presunti reati sessuali, che l’uomo ha sempre energicamente negato. Julian si è presentato in modo molto britannico di fronte alla corte, con un abito blu. Quando è arrivato è stato praticamente preso d’assalto da una folla di persone, alcune delle quali lo osannavano incoraggiandolo a continuare per la sua strada, altri che erano li urlandogli “vergogna“.

Una reputazione ambivalente che accompagna quest’uomo fin da quando ha sbugiardato la diplomazia statunitense diffondendo sul web i suoi studi sulle personalità politiche di tutto il mondo, spesso con opinioni decisamente poco edificanti, che hanno creato una notevole baraonda nei rapporti internazionali. Il suo calvario giudiziario è arrivato proprio in contemporanea e questo non ha fatto che avvalorare la tesi secondo cui Assange è un perseguitato delle lobby bancarie che controllano il potere attraverso l’economia, lobby che lui ha sempre denunciato e combattuto secondo i suoi fan.

Davanti alla Royal Court of Justice sono apparsi numerosi cartelli con scritto: “liberate Assange, liberate Manning. Finitela con le guerre!” Ma i giudici Ousley e Thomas sono impassibili ed avvalorano l’ipotesi di febbraio del giudice Howard Riddle, secondo cui l’australiano dovrebbe essere estradato. Il verdetto è anche stato pubblicato online.

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