Influenza: creato supervirus capace di sterminare intere popolazioni

Creato da un ceppo dell'aviaria, un supervirus che potrebbe uccidere intere popolazioni. La comunità scientifica non vuole far pubblicare lo studio dei ricercatori per motivi etici.

di Vincenzo Avagnale 29 Novembre 2011 18:22

La scienza ha il dovere di indagare non solo sulle cose belle della natura, ma anche su quelle terribili e pericolose, in quanto è suo compito fare quel lavoro di analisi e ricerca utile a combattere i mali come le malattie. Questa era forse l’intenzione dei ricercatori olandesi che hanno modificato geneticamente l’H5N1, il virus dell’influenza aviaria, facendolo diventare uno dei virus più letali e contagiosi mai conosciuti. Adesso quei ricercatori vorrebbero pubblicare il loro lavoro, ma la comunità scientifica si oppone: potrebbe essere sfruttato per il bioterrorismo.

Secondo molti membri della National Science Advisory Board for Biosecurity (Nsabb), una associazione statunitense che monitora le ricerche scientifiche del settore, il virus sarebbe troppo letale e non si riesce a capire come, per combattere il virus, la ricerca possa offrire un contributo costruttivo. “Questo virus fa più paura dell’antrace, non mi viene in mente niente di più spaventoso“, ha commentato Paul Keim, a capo del Nsabb. Questa associazione non può vietare la pubblicazione di lavori scientifici, ma la sua opinione viene tenuta in forte considerazione da molte importanti riviste del settore.

Nonostante le polemiche l’equipe del virologo Ron Fouchier, dell’Erasmus Medical Centre in Olanda, non si è arresa e sembra determinata a pubblicare i 5 passaggi con cui sono riusciti a trasformare l’H5N1 in un microrganismo altamente contagioso (a differenza dell’originale il cui contagio fra uomo e uomo rimane molto difficile). Il dottor Fouchier non è intenzionato a fare passi indietro dai suoi intenti ed ha assunto dei consiglieri per affrontare l’attacco mediatico verso la sua ricerca, che ritiene sbagliati per motivi inerenti la libertà di parola e stampa.

A quanto pare non sembra prendere in considerazione il fatto che una volta pubblicato il suo studio diverrebbe possibile, a chiunque possa attrezzare un laboratorio sufficientemente avanzato, condurre la stessa procedura e dunque strumentalizzare la sua ricerca per qualsiasi fine, senza che esista alcuna contromisura per prevenire una pandemia di cui il mondo, nelle attuali condizioni economico-politiche, non ha proprio bisogno.

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