Indagato tesoriere della Lega, soldi distratti per la famiglia Bossi

di Simona Vitale 3 Aprile 2012 15:00

Ancora bufera sulla Lega Nord. Il tesoriere del Carroccio Francesco Belsito è infatti indagato dalla Procura di Milano insieme ad altre due persone (Paolo Scala e l’imprenditore Stefano Bonet) per truffa ai danni dello Stato e appropriazione indebita aggravata. Belsito avrebbe distratto conti pubblici per sostenere i costi della famiglia Bossi. Questo perlomeno quanto si legge del decreto di perquisizione eseguito dai finanzieri del nucleo tributario di Milano nell’ambito dell’inchiesta che vede coinvolto lo stesso Belsito.

Secondo la Procura milanese però, “non si tratta di un nuovo caso Lusi”, in riferimento al tesoriere della Margherita che ha occultato milioni di euro a danno dell’ignaro partito. Secondo i magistrati la Lega sarebbe parte offesa per quanto riguarda l’appropriazione indebita, ma relativamente alla truffa potrebbero evidenziarsi responsabilità del Carroccio. Nel frattempo la Procura cerca anche di ricostruire come sarebbero stati usati i soldi dei rimborsi elettorali che per legge devono essere rendicontati altrimenti scattano sanzioni.

Per ciò che concerne la truffa, i magistrati stanno svolgendo accertamenti su 18 milioni di euro che la Lega ha ottenuto come rimborsi elettorali nell’agosto scorso ed è sorto il sospetto che con rendiconti falsati ci possa essere stato un raggiro dei presidenti di Camera e Senato, chiamati a sospendere le erogazioni a fronte di rendiconti elettorali falsi.

La procura di Napoli indaga su un filone che riguarda il riciclaggio, poiché l’attività di Belsito si intreccerebbe con quella di un imprenditore veneto, soggetto principale dell’indagine partenopea. E come spiega la stessa Procura di Napoliin una nota per reperire “atti e documenti” riferibili all’imprenditore veneto (titolare di un gruppo di società finanziarie e che intrattiene rapporti economici con Belsito, sono state disposte diverse  perquisizioni tra cui anche quella nella sede della Lega a Milano. Come si legge dalla nota,  l’imprenditore veneto “opera anche in Campania, attraverso contatti con una società attiva nella provincia di Napoli nel campo dei servizi energetici e tecnologici”.

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