A volta basta davvero poco per riaccendere la fantasia degli italiani, come stiamo percependo oggi 3 marzo a proposito della questione Megalodonte. Il grosso squalo lungo almeno venti metri è diventato ormai leggendario in questi anni, ma ancora oggi c’è chi ritenga che esiste, complici alcuni avvistamenti mai dimostrati. Lo squalo è da sempre al centro di innumerevoli fake news, come abbiamo avuto modo di percepire nei mesi scorsi a proposito della presunta cattura da parte di un’aquila.
La leggenda secondo cui il Megalodonte esiste in seguito ad alcuni avvistamenti
Una puntata recente andata in onda su Discovery Channel ha alimentato le voci di coloro a detta dei quali il Megalodonte esiste ancora. L’antenato dello squalo bianco viene considerato il più grande predatore marino, di sempre, con lunghezza minima che a detta degli studiosi oscilla tra i 16 e i 20 metri. Alcuni avvistamenti recenti avrebbero nuovamente alimentato queste voci, ma è importante evidenziare che neppure la suddetta trasmissione ci abbia dato delle conferme evidenti sotto questo punto di vista.
Si è parlato di qualche avvistamento molto presunto su Discovery Channel, ma del resto ci imbattiamo spesso e volentieri in trasmissioni caratterizzate da testimonianze anche più assurde. Dunque, non tutto quello che viene fuori da situazioni del genere può essere preso per buono. Serve come sempre prudenza, in quanto ad oggi il Megalodonte risulta estinto. Non ci sono prove in grado di confermare una versione dei fatti che ovviamente andrebbe a cambiare gli equilibri dei nostri mari.
Per non parlare del fatto che il Megalodonte abbia sempre amato ritrovarsi in acque non profonde. Dunque, andiamoci piano con la storia degli avvistamenti, perché fino a provare contraria affermare che esiste vuol dire solo alimentare una bufala ad oggi. Cosa ne pensate di questa storia? Fateci sapere qui di seguito.
Dominatore assoluto degli oceani preistorici, il Megalodonte (Otodus megalodon) rappresenta il predatore più iconico della storia marina. Vissuto tra il Miocene e il Pliocene, questo colosso raggiungeva dimensioni stimate fino a 18 metri, superando di tre volte il moderno squalo bianco.
La sua anatomia era progettata per il dominio: mascelle poderose, capaci di esercitare una pressione di oltre 180.000 Newton, erano armate di denti seghettati lunghi quanto una mano umana. Si nutriva principalmente di grandi balene, svolgendo un ruolo cruciale nell’equilibrio degli ecosistemi cenozoici. Nonostante le leggende popolari e i film hollywoodiani, il Megalodonte si è estinto circa 3,6 milioni di anni fa, probabilmente a causa del raffreddamento climatico e della competizione con nuovi predatori più agili.







