Green Hill, sciopero della fame per i 4 arrestati

Gli autori del blitz nella struttura bresciana ora dovranno rispondere di diverse accuse. A chiedere la loro liberazione anche una famosissima attrice.

di Alessandro Mannocchi 30 Aprile 2012 16:05

La battaglia contro lo sfruttamento degli animali continua. Ci riferiamo al blitz avvenuto sabato scorso nell’allevamento Green Hill a Montichiari, dove sono arrestate 12 persone. Ebbene quattro di loro hanno iniziato lo sciopero della fame.

Il senatore Alberto Filippi del Gruppo Coesione Nazionale-Si Sindaci è andato a fare visita ai detenuti: “Li ho trovati un pò frastornati e soprattutto ignari del can can mediatico che sono riusciti a provocare – ha detto Filippi, firmatario di una disegno di legge contro la vivisezione – mi sono sembrati tutti dei bravi ragazzi, non esagitati, né soliti a azioni fuori dalle regole, anche se ovviamente non abbiamo potuto parlare di quello che è successo”.

Dopo molti anni, l’irruzione nella struttura è riuscita ed alcuni cani sono stati sottratti al loro futuro di cavie da laboratorio. Tra loro cuccioli di pochi mesi ma anche femmine in dolce attesa. Complessivamente sono stati circa 25 gli animali portati via dall’allevamento. Per la chiusura di Green Hill, la Regione Lombardia ribadsce che serve una legge nazionale. Mentre l’ex Ministro Vittoria Brambilla fa un appello ai senatori affinchè venga approvata la norma che vieti di allevare cani, gatti e primati destinati alla sperimentazione.

Addirittura una star del cinema mondiale come Bridgitte Bardot animalista convinta, ha chiesto la liberazione degli autori del raid,  inviando una lettera al ministro della Giustizia Paola Severino: “Hanno agito senza premeditazione, con il cuore e la ragione, non devono essere condannati perché hanno dato prova di umanismo in un mondo dove predominano vigliaccheria ed egoismo. I miei pensieri – scrive – vanno oggi a questi coraggiosi militanti e ai beagles usciti dall’inferno, salvati dalla Auschwitz a cui sono condannati i loro fratelli”.

Gli arrestati, che provengono da Piemonte, Toscana, Emilia Romagna e Lazio, indossano ancora le magliette che avevano l’ altro giorno, tutte con scritte in difesa degli animali o contro Green Hill. Essi dovranno rispondere di accuse che vanno, a vario titolo, dalla rapina in propria, al furto pluriaggravato, violazione di domicilio, invasione di terreni ed edifici, e danneggiamento aggravato alla resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Decine di persone erano entrate l’altro nell’allevamento e sono riuscite ad aprire alcune gabbie liberando i cuccioli destinati alla vivisezione. Il raid animalista era stato organizzato in occasione della giornata mondiale per gli animali nei laboratori.

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