Gelo Ue-Grecia, Varoufakis: “No alla Troika”

Il presidente dell'Eurogruppo Dijsselbloem ha avvertito: "Le azioni unilaterali non vanno bene". Schultz: "Tsipras mette il suo Paese in pericolo".

di Luca Fiorucci 31 Gennaio 2015 2:50

E’ subito gelo tra il nuovo governo greco e i vertici europei, proprio nel giorno della visita ufficiale del presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem, ad Atene per proporre le condizioni di Bruxelles, tutte rigettate. L’esecutivo di Tsipras, infatti, non vuole né un’estensione del programma di aiuti né il ritorno della Troika Ue-Bce-Fmi, di cui non riconosce neanche la legittimità, per portare a termine l’attuale piano: Inutile che tornino qui gli uomini della Troika. Per noi i vecchi accordi sono saltati un minuto dopo il voto. Vogliamo trattare, ma lo faremo con la Ue ha affermato il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis. Dijsselbloem, a sua volta, ha replicato: “Le azioni unilaterali non vanno bene. La conferenza sul debito europeo chiesta da Syriza? Non se ne parla, per quello c’è già l’Eurogruppo“, affossando in tal modo uno dei principali punti del programma del nuovo governo.

Il presidente dell’Eurogruppo ha aggiunto inoltre: “Ignorare i compromessi già fatti non è la strada da seguire“. Dijsselbloem ha incontrato Tsipras, Varoufakis e il vicepremier Yanis Dragasakis, con cui inizieranno i negoziati sugli aiuti. Il nuovo esecutivo vorrebbe una soluzione che alleggerisse il debito greco, magari discutendone in un consesso diverso da quelli intervenuti finora in maniera da giungere a decisioni diverse, con vincoli meno stretti. Secondo il quotidiano “Efymerida ton Syntakton”, il ministro delle Finanze proporrà a Dijsselbloem una moratoria di cinque anni nel pagamento del debito, la fine dell’obbligo di avanzo primario e la convocazione di una conferenza internazionale sul debito.

Il governo greco sarebbe contrario al ritorno della Troika ad Atene ed anche all’estensione del piano di salvataggio, cioè a procrastinare la scadenza del debito, prevista per il 28 febbraio. Sembra difficile, però, che si possa giungere ad un accordo entro tale data, e la Ue potrebbe quindi non versare l’ultima rata di aiuti, indispensabile all’esecutivo per intraprendere alcune delle misure annunciate, come l’aumento del salario minimo. La Germania ha ribadito la sua contrarietà al taglio del debito greco, considerando invece possibile la sua estensione, come aveva ipotizzato anche Bruxelles. Il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble, a proposito delle idee greche sul debito, ha avvisato: “Siamo difficili da ricattare“.

Berlino era favorevole unicamente al prolungamento del programma di aiuti, “ma solo se fosse collegato a una chiara disponibilità a realizzare le riforme concordate“, il che sembra escluso, perché vorrebbe dire accettare l’austerità. Intanto il presidente del Parlamento europeo Martin Schultz, che giovedì ha incontrato Tsipras e ha avuto con lui dei colloqui definiti “utili e costruttivi“, ha detto al settimanale tedesco Der Spiegel che il nuovo premier greco, non rispettando le condizioni accordate con la Troika,mette il suo Paese in pericolo“, e ha aggiunto: “Gli elettori greci devono essere realistici. Le promesse elettorali vengono mantenute raramente e non ci sono elefanti rosa che sanno suonare la tromba”. Il clima teso ha avuto subito riflessi sui titoli, con lo spread che è schizzato a 1.049 e i rendimenti dei decennali, in forte rialzo, a 10,79%.

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