Findus nella bufera: carne di cavallo nelle lasagne

Tutti i consumatori saranno risarciti. Ricordiamo che in Gran Bretagna mangiare carne di cavallo è considerato assolutamente un tabù.

di Simona Vitale 8 febbraio 2013 12:38

Un’autentica bufera, in campo alimentare, quella che sta investendo la Findus nel Regno Unito. Un’indagine su prodotti alimentari di largo consumo condotta dalla Food Standard Agency (Fsa) ha lanciato l’allarme: le lasagne Findus contengono, infatti, tra il 60% e il 100% di carne equina. Il tutto, sebbene sulla scatola, sotto il celebre marchio, sia ben visibile la scritta “Lasagne di carne di manzo”. La vicenda è venuta alla luce dopo che le autorità irlandesi hanno scoperto che degli hamburger venduti in Gran Bretagna e in Irlanda dalla grande distribuzione, tra cui Tesco, contevano carne di cavallo. Da qui la Findus ha cominciato a ritirare le sue lasagne, così come i supermercati Tesco e Aldi hanno iniziato a ritirare i piatti preparati dalla Comigel

Anche la stessa Findus Uk, in un comunicato, ha confermato che le lasagne prodotte dall’azienda francese Comigel, hanno rivelato la presenza di carne di cavallo. La notizia suscita scalpore soprattutto alla luce del fatto che per gli inglesi, amanti dei cavalli, mangiare carne equina è assolutamente un tabù. Basta pensare al fatto che in Gran Bretagna non ci sono macellerie equine. Il gruppo Findus ha ora chiesto immediatamente scusa a tutti i suoi clienti e ritirato dai supermercati le lasagne incriminate. Inoltre, i consumatori che le hanno acquistate potranno contattare la compagnia per essere risarciti.

La Findus ha fatto sapere che tutti i suoi altri prodotti sono stati testati e non risultano assolutamente coinvolti nel caso. L’Autorità per la sicurezza alimentare ha riferito poi di “non avere prove che lascino pensare che il cibo presenti dei rischi per la salute”, ma di aver in ogni caso ordinato dei nuovi test per verificare la presenza di un farmaco veterinario, ovvero il fenilbutazone, un anestetico somministrato ai cavalli ma vietato nell’industria alimentare. Questa la ragione per la quale, la Food Standards Agency britannica ha chiesto ai consumatori di non consumare i prodotti e di rispedirli alla casa madre per gli opportuni accertamenti del caso.

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