Farmaci generici, opportunità di risparmio non sfruttata

Molti non acquistano equivalenti a causa di pregiudizi o disinformazione, ma hanno stessa composizione qualitativa e quantitativa del medicinale "griffato".

di Stefania Calabrese 17 settembre 2012 0:51

Con l’attuazione del decreto della Spending review, approvata dal Senato il 31 luglio e in vigore dal 15 agosto 2012, cambiano anche le direttive a proposito della prescrizione da parte dei medici dei farmaci generici equivalenti.
Nelle nuove ricette infatti i medici non dovranno più indicare il nome commerciale del medicinale prescritto, bensì il principio attivo in esso contenuto.

 
La novità, avverte il presidente dell’Associazione Nazionale Industrie Farmaci Generici, Giorgio Foresti, intervistato dal sito web ufficiale di Assogenerici, riguarda soltanto i farmaci rimborsabili, recando un netto vantaggio in termini di risparmio per Stato e cittadini.
“E’ finito il monopolio del farmaco di marca e con la spending review si apre finalmente agli equivalenti generici, come già accade nel resto d’Europa e in Nordamerica.”, sostiene Foresti, il quale, prima del via libera definitivo al decreto della Spending review, lamentava un forte calo nelle vendite dei farmaci generici in Italia nei primi mesi del 2012.

 
Da un’indagine di Federconsumatori sulla conoscenza e l’utilizzo dei farmaci generici da parte del cittadino, effettuata prima che entrasse in vigore la nuova normativa, risulta che quasi 1 medico su 3 (29%) non informava il paziente dell’esistenza dell’equivalente del prodotto che viene prescritto, mentre 1 farmacista su 4 non informava della disponibilità del generico.
Queste lacune dovrebbero appianarsi con le nuove direttive. Afferma infatti Foresti:

“Sono contentissimo di questa norma, anche se non credo sarà immediata nello sconvolgere il mercato, perché ora i medici devono nominare il principio attivo così, quando il paziente si reca in farmacia con una prescrizione, ad esempio per l’omeprazolo, riceverà una confezione con scritto “omeprazolo”, annullando definitivamente ogni differenza tra quanto prescritto dal medico e quanto consegnato dal farmacista”.

Per quanto concerne poi la questione del risparmio, Foresti spiega innanzitutto come funziona da noi il sistema di rimborso dei medicinali, per poi entrare nel merito del meccanismo che dovrebbe portare sul lungo periodo ad un calo dei prezzi a vantaggio dei cittadini:

“In Italia il Servizio Sanitario Nazionale rimborsa il prezzo più basso del prodotto in commercio da un giorno dopo la scadenza del brevetto, indifferentemente che sia Brand o Generico, lasciando al cittadino l’onere di pagare la differenza nel caso in cui il prodotto da lui scelto costi di più”.
“Con la nuova norma, inevitabilmente i nostri volumi aumenteranno e quindi i farmaci brand saranno costretti, trascorsi i 9 mesi dalla scadenza del brevetto durante i quali non è consentito loro modificare il prezzo entro un certo limite, ad allineare il prezzo a quello degli equivalenti per non perdere ulteriori quote di mercato. Così il prezzo comincerà nuovamente a scendere per un meccanismo, se vogliamo, estremamente banale, ma efficace”.

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