Disastro di Ustica 30 anni dopo: lo stato sborsi 100 milioni di euro!

di Vincenzo Avagnale 13 Settembre 2011 2:51

Dopo i risarcimenti sanciti già quattro anni fa i parenti delle vittime ottengono dal tribunale di Palermo che lo stato paghi per non aver garantito la sicurezza dei passeggeri del volo Itavia (della tratta Bologna-Palermo) ben 100 milioni di euro come risarcimento!

Era ormai una vera è propria tortura l’attesa dei familiari delle vittime di sapere la verità su quella che è diventata, a causa di depistaggi autorevoli e spiacevolissimi episodi di omertà, una delle vicende più controverse della storia Italiana. Tutto nasceva dalla pericolosità di quel tratto di cielo sopra Ustica, detto il “Punto Condor, utilizzato dall’aviazione Francese, su cui l’aereo esplose e resta tutt’ora un mistero se a provocare la detonazione sia stata una bomba (fatta esplodere all’interno del bagno dell’aereo) oppure sia stato un missile.

L’avvocato Osnato, che rappresenta le famiglie delle vittime, propende maggiormente per la seconda ipotesi e sostiene che questa sentenza sia importantissima perchè finalmente condanna lo stato non solo per la sua negligenza nel controllare quel tratto aereo e garantirne la sicurezza, ma specialmente per aver messo in luce che molti militari, pur essendo assolti nelle proprie responsabilità penali, vanno comunque processati per quelle civili; mentre i ministeri stessi vanno condannati per non aver controllato l’attività dei soldati che ad essi fanno riferimento.

Intanto per Carlo Giovanardi, allora sottosegretario alla presidenza del consiglio: “la sentenza, per quello che sembrano essere le motivazioni, e’ in totale contrasto con quella della Cassazione, gia’ passata in giudicato, e con le altre sentenze del Tribune civile di Roma. E’ ormai accertato che nessun altro aereo era in volo in quella notte in prossimita’ del DC9 Itavia, mentre la Commissione dei periti internazionali ha concluso all’unanimita’ per l’esplosione di una bomba in una toilette di bordo“.

Di parere opposto Daria Bonfietti, presidente dell’associazione dei familiari delle vittime, che ha parlato di come questa sentenza sia una vera e propria svolta nella ricerca per la verità su una questione su cui troppo a lungo si è buttato fumo negli occhi.

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