De Falco rinuncia all’invito di Vespa e dichiara: “Ho svolto solamente il mio dovere”

Gregorio De Falco, il capitano diventato un eroe dopo la pubblicazione delle telefonate intercorse con Francesco Schettino, comandante del naufragato Costa Concordia, rifiuta l'invito di Bruno Vespa di partecipare a "Porta a Porta" e dichiara: "Ho fatto solamente il mio dovere".

di Simona Vitale 19 Gennaio 2012 12:42

Ormai è celebrato davvero come un mito, un eroe, un uomo tutto d’un pezzo nei confronti del quale portare stima e ammirazione. Parliamo del capitano Gregorio De Falco, colui che è diventato un eroe a seguito della pubblicazione delle telefonate intercorse, la notte del naufragio del Concordia, con il comandante Schettino. De Falco è sfuggito per giorni alle interviste, ai giornali, alle dichiarazioni. Tutti lo vogliono e ieri sera sembrava che anche lui stesse per cedere alla pressione mediatica. Nelle scorse ore infatti si era diffusa la voce che De Falco potesse concludere la sua giornata come ospite di Bruno Vespa a “Porta a Porta”. Così non è stato e l’Italia si tiene l’uomo del momento lontano dalle apparizioni mediatiche. De Falco ribadisce di aver fatto esclusivamente il suo dovere, nulla più e nulla di meno.

Il  tono deciso con cui De Falco ha smascherato il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, sembra improvvisamente aver riscattato il paese e aver creato un forte senso di orgoglio nazionale. Su Facebook sono nati gruppi in suo onore, anche su Twitter ormai risuona quella che è diventata la frase più diffusa del web: “Vada a bordo, cazzo!” 

Perfino t-shirt vengono stampate con la ormai famosa frase di De Falco, quasi a simbolo di un popolo che vuole riemergere nonostante la nave stia affondando. Dietro il suo monito si cela sicuramente un senso di responsabilità nei confronti dei più deboli, reso ancora maggiore dalla disinvoltura e dall’umiltà di quest’uomo che ha reso straordinaria la sua semplice professionalità, il suo lavoro, la sua normalità. Non ci tiene ad essere popolare, ad essere celebrato come un eroe. Tiene solo ad essere considerato un normale padre di famiglia, tutto casa e lavoro, avendo fatto quanto normalmente richiesto ad un comandante, stimato da tutti nel suo ambiente e adesso idolatrato, suo malgrado, dall’intera nazione.

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