Curiosity, ecco cos’ha trovato realmente su Marte

Il rover in missione sul pianeta ha individuato tracce di zolfo e cloro ma il suo lavoro proseguirà altri due anni. Chissà cosa scoprirà?

di Daniela Santoni 4 dicembre 2012 16:34
Curiosity su Marte

Dovremo attendere ancora un po’ prima di poter dire di aver trovato “cugini” nello spazio. Non alieni ma sostanze dalla chimica complessa, come acqua e rocce contenenti zolfo e cloro: ecco cosa ha rinvenuto Curiosity, il rover in missione su Marte dallo scorso agosto. Le rilevazioni provengono dal sito Rocknest, una zona di sabbia e pianeggiante che si trova sulla superficie Aelois Palus nel Cratere Gale, la prima zona del pianeta dalla quale si è partiti a scavare perché ha particelle di sabbia fine adatta agli strumenti di Curiosity. “Abbiamo usato quasi ogni parte del nostro carico scientifico per esaminare questo elemento”, ha dichiarato il Project Scientist John Grotzinger del California Institute of Technology di Pasadena. “Le sinergie degli strumenti e la ricchezza del set di dati promettono bene per un loro utilizzo nella destinazione principale della missione, il monte Sharp.”

Resta una speranza, attorno alla scoperta di molecole di idrocarburi clorinati, composti a base di carbonio, che hanno reagito con il cloro e che potrebbero avere un’origine organica, ma tutto rimane da chiarire. ‘’La loro origine può essere biologica, ma potrebbe anche non esserlo’’, ha spiegato Ernesto Di Mauro, del dipartimento di Biologia molecolare dell’università Sapienza di Roma. ”Composti di questo tipo – ha aggiunto – si possono trovare anche nelle meteoriti così come nei depositi di polvere interstellare”.

I risultati dell’esperimento Sam (Sample Analysis at Mars) hanno mostrato dunque che la sabbia di Rocknest non conterrebbe abbondanti sostanze organiche e inoltre che anche il rapporto tra deuterio (un isotopo dell’idrogeno) e idrogeno sarebbe diverso da quello terrestre, rendendo l’acqua trovata nel campione più pesante della nostra. La grande attesa dell’annuncio dell’esistenza di una possibile vita su Marte dovrà ancora attendere: le voci che nei giorni scorsi si erano ricorse su giornali e blog sono rimaste deluse, ma è importante che si continuerà a cercare..

Per gli esperti della Nasa queste prime analisi del suolo marziano sono considerate una prova generale delle capacità degli strumenti di Curiosity di analizzare qualsiasi tipo di suolo e roccia: un lavoro che il robot dovrà eseguire ripetutamente nei prossimi due anni. Ad analizzare i primi campioni di suolo marziano sono stati gli strumenti Sam (Sample Analysis at Mars )che sono in grado di analizzare e riconoscere composti di qualsiasi tipo, compresi quelli organici a base di carbonio, considerati la principale spia della presenza di vita, sperando che ci sia.

9 condivisioni e commenti
Condividi e commenta!

Commenti